CAPITOLO 2

Il corpo emozionale dell'uomo

La battaglia per dominare il cronico, il direttore originario del nostro Corpo Emozionale, é come una lotta con il diavolo. Quello che una volta per noi era come il Paradiso diventa un campo di battaglia per una serie di battaglie fissate volontariamente.

 

I dati possono essere trasmessi a chiunque, ma la vera conoscenza solo in famiglia, di padre in figlio, attraverso gli intervalli d'isolamento che di solito esistono tra gli uomini del cerchio esterno dell'umanità.

La conoscenza iniziale necessaria per entrare nel Lavoro si chiama Desiderio di Lavoro - il desiderio di qualcosa in più dalla vita. L'insoddisfazione volontaria é il prodotto di molti anni di immersione nella vita, fino ad accorgersi finalmente che niente di ciò che offre la vita ordinaria ha valore in se'.

Il desiderio di lavorare deve entrare da un'altra ottava d'influenza. Si tratta dell'intervallo mi-fa della scuola. Per i candidati della scuola, a questo punto, c'é solo l'uno per cento di desiderio di lavorare, contrastato dal novantanove per cento di desiderio personale. In questa fase per molti é solo un capriccio, per altri una vera necessità. Se il desiderio di lavorare viene attivato, possiamo effettuare regolarmente degli sforzi volontari senza aiuto esterno, fino a raggiungere l'intervallo si-do; a tal punto, ci vuole un altro chock esterno per farci continuare. Il ritardo si-do é quel periodo di lavoro su se stessi in cui ci troviamo faccia a faccia con il nostro cronico - la nostra entità interna primaria.

Se durante questo momento di riconoscimento il cronico, il senso d'identità personale della macchina che si presenta come un campo elettrico, si avvede di questo nostro interesse, diventa assolutamente necessario un rapido progresso per oltrepassare questo punto. Se rimaniamo passivi, l'animale ne uscirà vincitore. Una volta che il cronico sia consapevole di attività di lavoro, é solo questione di breve tempo prima che esso inizi a lottare senza pietà, in modo completamente risoluto, per la propria egoistica persistenza.

Quando il se' essenziale e il cronico si trovano faccia a faccia, é come se due avversari si vedessero reciprocamente per la prima volta. Insieme allo chock del riconoscimento c'é per entrambi un vero sentore di pericolo. Quando accade questo, entrambi iniziano immediatamente una lotta per la vita. Al massimo passeranno solo tre mesi prima che noi dominiamo l'animale o che esso domini noi. Il cronico può essere addomesticato solo se non sa di esserlo. Se si avvede di queste attività intenzionali si allontanerà con tutti i mezzi dalla fonte d'irritazione che, nel nostro caso, é "la scuola". Alcune scuole insegnano al cronico a battere il se' essenziale. Gli studenti di tali scuole hanno una grossa immaginazione nello spiegare a se stessi e agli altri le ragioni del loro amor proprio.

Introdurre queste idee é sufficiente a far precipitare la lotta. Il solo udire queste idee senza agire a riguardo può far precipitare un vero disastro interiore. E' pericoloso arrivare al punto-di-riconoscimento quando non si é preparati, non si hanno delle vere tecniche e non si possono ottenere aiuti e dati per dominare il cronico. Quando desideriamo attivare la lotta, dobbiamo usare la conoscenza per chiamare a comparire il cronico.

Convocare con conoscenza era in origine espresso come con-giura. Se possiamo conversare pienamente con il cronico, siamo in grado di parlare con qualsiasi animale, perché il linguaggio degli animali a uno e a due cervelli é lo stesso. Questo é il vero significato della storia di S.Francesco d'Assisi che sapeva parlare agli animali ed ammaestrarli con amore. E' possibile farlo con gli animali feroci e perfino con le piante.

Per far obbedire il cronico dobbiamo cominciare a padroneggiare il corpo emozionale, la fonte dei normali desideri. La lotta per la volontà organica inizia nel centro motorio. Se sappiamo come fare nel centro motorio, avremo gli indizi necessari per lavorare in tutti i centri. La battaglia per dominare il cronico, il direttore originario del nostro Corpo Emozionale, é come lottare con un diavolo. Quello che per noi era una volta il Paradiso - e che in precedenza desideravamo tenere il più possibile calmo e tranquillo - diventa ora il campo per una serie di battaglie fissate volontariamente. Questa lotta é una funzione dell'Essere. Non é una cosa che possiamo decidere di fare o di non fare.

Confrontiamo questa situazione a quella di uno scassinatore rinchiuso dentro a una cassaforte, in compagnia - naturalmente involontaria - di una bomba programmata ad esplodere ad un'ora indeterminata. Non può raggiungere la bomba ed il fusibile non può essere tolto finché egli non apre la cassaforte. Non conosce la combinazione della cassaforte, ma possiede gli arnesi dello scassinatore e la conoscenza delle casseforti e dei lucchetti. Deve lavorare velocemente ed efficacemente. Allo stesso tempo non deve innervosirsi neppure una volta per le possibili conseguenze. Mentre lavora per liberarsi esaurisce il tempo cruciale, che altrimenti gli occorre per completare questa urgente missione a sua difesa, prima dell'incerta scadenza. Forse il margine d'errore é solo di un momento. Sebbene lo scassinatore debba lavorare sotto estrema pressione, non deve permettere che delle tensioni interferiscano con le sue capacità. Allo stesso modo, noi dobbiamo battere il cronico ed il suo rappresentante organico, le manifestazioni nel centro motorio del Corpo Emozionale.

Nel dominio dell'organico, vari fattori assumono importanza anche se non l'avevano in precedenza; dobbiamo essere molto astuti. Possiamo pretendere dal cronico delle promesse come merce di scambio per delle piccole cose - ma queste piccole concessioni devono essere innocue e, se possibile, del tutto capricciose. Per esempio, possiamo permettere al cronico di andare allo zoo per un giorno, in cambio di aver fatto una buffa faccia davanti a tutti. Dobbiamo offrire al cronico qualcosa di innocuo ma interessante, in cambio di qualche piccola cosa per cui alla macchina non dispiaccia pagare il tributo.

Se non riusciamo a pensare subito con precisione che cosa fare pagare al cronico, non dobbiamo provare quest'idea; solo con uno scambio preciso questa tecnica é efficace. Questo metodo si chiama Fattore di Contrattazione.

Dopo che la promessa é stata ottenuta, si dà al cronico la ricompensa. Questo si chiama Fattore di Ricompensa. Il cronico non dovrebbe essere soddisfatto del tutto, ma la ricompensa non dovrebbe essergli negata, o la sua rabbia ci colpirà a tradimento, qualche volta che la nostra attenzione é allentata.

Per contrattare dobbiamo sapere molto bene ciò che vuole e ciò che senza pericolo possiamo offrire a lui, rappresentante di Hu, cioè il cronico.

Le ricompense organiche usate nelle contrattazioni sono delle cose chiamate Fattori d'Assistenza: caffè, cioccolata, raffinati vini francesi. Ci vuole esperienza per riuscire ad usare i Fattori d'Assistenza. Dobbiamo trascinare il cronico in una piacevole sbornia organica senza ubriacarci noi stessi.

Dobbiamo studiare per trovare il Fattore di Vulnerabilità del cronico, nella parte del Corpo Emozionale che si trova nel centro motorio. Nella contrattazione con il cronico dobbiamo sapere quando siamo in grado di dire no e quando non lo siamo. Se lasciamo il se' organico disobbedire anche una sola volta, non ci ubbidirà mai più veramente. Non ci prenderà sul serio. Dobbiamo dire no solo quando abbiamo la forza di far valere quel no.

Il Corpo Emozionale dell'Uomo persiste per un po' dopo la morte; a differenza del Corpo Astrale, non é capace di separarsi dall'organico. Ai funerali la gente é influenzata maggiormente dal Corpo Emozionale, perché durante la vita mettiamo su un cappello pensante - il centro formatorio - a coprire le radiazioni provenienti dal corpo emozionale; esse sono soppresse, ma dopo la morte il cappello pensante se ne va e le radiazioni emozionali possono essere sentite più fortemente.

Lo stato d'animo dominante, che durante la vita sta sotto, viene dunque espresso sotto forma di intense radiazioni emozionali. Alla morte della mia nonna notai un'atmosfera particolare in prossimità del cadavere, come un senso di freddo gelato, ciò che alcuni chiamano pace; un po' come trovarsi in presenza di un vuoto. Dovrebbe bastare l'accenno all'esistenza di un Corpo Emozionale per darci l'occasione di osservare con imparzialità, alla ricerca di tracce delle sue manifestazioni sulla macchina, ed un bel giorno di raccogliere i dati necessari a dominarlo con la forza di volontà - ciò che risulta dall'imparziale unità non-identificata. La differenza principale tra il Centro Emozionale ed il Corpo Emozionale é che il centro emozionale é una concentrazione non-organica. Il Corpo Emozionale corrisponde al corpo organico.

L'ovvia domanda é: come si può usare il fatto che il Corpo Emozionale tira avanti ancora un po' dopo la morte? Di solito ci si aspetta qualche fenomeno che proviene dai Corpi Astrale e Causale perfezionati, ma se avvenissero dei fenomeni in assenza di Corpi Astrali o Causali perfezionati, io inizierei a diventar curioso riguardo alla loro causa.

Investigando sulla causa di questi fenomeni, io scoprii il Corpo Emozionale dell'Uomo. Noi possiamo sentire le radiazioni del Corpo Emozionale. Una traccia per riconoscere le radiazioni emozionali: esse hanno risonanza... una sensazione particolare. Qual é la distinzione tra emanazioni e radiazioni? Le emanazioni sono solari; le radiazioni sono planetarie. Il vampirismo é lunare.

Le radiazioni emozionali non variano molto; il Corpo Emozionale corrisponde al Corpo Organico, eccetto che é fatto di una materia più sottile. Nell'organismo avviene uno scambio di dati emozionali, proprio come abbiamo una qualità di radiazioni che identifichiamo come pensiero. La pratica della necromanzia - l'uso di un cadavere nel tentativo di instaurare un collegamento tra questo mondo e l'oltretomba - era in uso prima che lo spiritismo venisse in voga alla fine del diciannovesimo secolo. Le radiazioni provenienti dal Corpo Emozionale divengono una cosa che ci riguarda, se nel gruppo qualcuno muore, a causa del loro possibile effetto sulla vibrazione del gruppo.

Mi ricordo di quando morì il grande santo. I suoi seguaci e anche la gente che lo conosceva a malapena erano in un certo stato di angoscia, non buono per il loro lavoro. Coloro che facevano la fila per vedere il suo corpo piangevano, prima di vederlo, ma di fronte alla bara essi piangevano molto poco; le radiazioni emesse dal suo corpo emozionale cancellavano la maggior parte degli effetti degli stati emozionali personali esistenti. Egli spesso diceva ai suoi seguaci che il se' essenziale non può morire. Essi non capivano cosa egli voleva dire. Pensavano a lui come ad un superman.

Quando il Corpo Astrale lascia il Corpo Organico, non vola semplicemente via da qualche parte... vibra in un'altra dimensione, dove é sempre esistito e dove si é formato/rivestito, ed ora esiste là semplicemente perché la probabilità della sua presenza in quella dimensione é aumentata, mentre la probabilità d'esistenza nel settore umano del labirinto é diminuita. Si trova dove si trova perché é là che si trova.

Possiamo richiamare i dati-di-memoria-cellulare quando lo desideriamo - a volte sono più accessibili di altre - poiché le cellule del corpo contengono frammenti della memoria organica della vita su questo pianeta. Potremmo chiamare una parte dell'inconscio la parte conscia dell'inconscio collettivo. Essa é l'Essenza di tutte le entità che si sono rivestite di corpi superiori. Queste Essenze possono essere contattate dal passato o dal futuro; il tempo é irrilevante, per l'esistenza. La quantità di "sensibilità-alle-entità" che abbiamo sviluppato determina il grado con cui questo diventa per noi possibile. Una piccola parte di noi stessi si trova in tutto ciò che esiste. In condizioni normali, la nostra vita planetaria é solo una concentrazione organica. La nostra formazione organica é la fonte da cui cresciamo come individui. Molte entità non sono individui - la maggior parte di essi non possiede il diritto-di-esistenza organico in alcuna concentrazione cosmica. Questa diffusione dell'individuo, tra tutte le formazioni organiche, avviene solo sul pianeta dove noi abitiamo. Il nostro ordinario destino é legato a quel pianeta - o luna - su cui siamo cresciuti.

Immaginate voi stessi in molte situazioni in compagnia di un cadavere. La solita situazione di guardare dentro una bara può aiutare, ma immaginate altre situazioni: guidare l'automobile con accanto un cadavere... trasportare un cadavere - come farlo salire sull'ascensore, le braccia che ricadono sulle vostre spalle mentre camminate nel corridoio, e così via... Usate quest'idea per far sorgere la sensazione organica che invariabilmente accompagna le radiazioni provenienti da un cadavere. Adesso mettete a fuoco la sensazione associata con i cadaveri. Se riusciamo a scoprire questa sensazione, abbiamo la Chiave per il Corpo Emozionale dell'Uomo.

 

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