Robert S. de Ropp

La via della completezza

Una chiave per una vita significativa

Edizioni Crisalide

11 euro

 

 

"Il presente compendio é candido e quintessenziale come una cultura post-letterata può desiderare. si rivolge in particolare a coloro che sono già coinvolti in un lavoro spirituale, e che stanno formando una sottocultura in espansione.
Chiunque sia in una scuola esoterica ha bisogno di leggerlo e di studiarlo con attenzione."

(Dalla Introduzione di E.J. Gold)

 

 

Indice di "La via della completezza"(Una chiave per una vita piena di significato)

 

Un libro di inestimabile valore per chiunque sia interessato alla Quarta Via e alla trasformazione in generale.
Robert De Ropp è autore di best sellers negli anni '70; il suo libro più famoso, "The Master Game - Beyond the drug experience", non è mai stato pubblicato in Italia.

Qui:"Prefazione" di E.J. Gold

Introduzione "Al lettore" di Robert De Roop

 

Recensione di un lettore---"In questo libro vengono illustrati i reali ostacoli alla ricerca interiore, il "lavoro illusorio" come contrapposto al "lavoro reale". L'autore, Robert De Ropp, e' uno scienziato ed un mistico allo stesso tempo, ed un divulgatore chiaro e documentato. Piu' che un invito alla pacatezza, come dice una recensione, a me pare un manuale da leggersi per chiunque vuole avventurarsi nella jungla dei gruppi spirituali con un minimo di Discernimento. Uno dei punti di partenza di De Ropp e' Gurdjieff e la Quarta Via, i Sufi e gli Gnostici..." 1/2/2002 bardojazzy

 

Nuovo!

 

Trappola n. 4. La sindrome dell'Organizzazione.

 

Ecco una trappola davvero pericolosa, dove interi gruppi sono soggetti a cadere. Gioca una parte importante nel Lavoro di fantasia e anzi possiamo chiamarla la pietra angolare di quel Lavoro.

La sindrome dell'Organizzazione si sviluppa quando un autentico Maestro muore ed i suoi allievi considerano loro dovere, come dicono loro, di continuare il lavoro del Maestro. Dunque formano un'organizzazione. Si trasformano in una gerarchia. Il rango assunto nella gerarchia dipende non solo dal loro personale livello di essenza, ma dalla quantità di tempo in cui sono stati nel Lavoro e dalla prossimità che avevano con il Maestro quand'egli era in vita.

Queste gerarchie hanno la tendenza a fossilizzarsi; scoraggiano l'indipendenza e la libertà di pensiero e si rifugiano in una rigida ortodossia. Tutto ciò che il Maestro insegnava diventa sacro anche se era solo spazzatura tirata fuori per mettere alla prova la credulità di un allievo.

Tutti i metodi usati dal Maestro devono essere trasmessi esattamente com'egli li insegnava. Tali "pilastri d'ortodossia" non sembrano mai considerare che i tempi cambiano, la gente cambia, e metodi di provata efficacia in un certo tempo e luogo possono non rivelarsi altrettanto efficaci in un altro tempo e luogo. Mancano anche di accorgersi che, nel Lavoro, l'anzianità non equivale al progresso spirituale. Che uno sia stato quaranta o cinquant'anni "nel Lavoro" o che una volta abbia conosciuto intimamente il Maestro, questo non rende una persona un essere liberato. I cosiddetti anziani nel Lavoro potrebbero aver perso da lungo tempo qualunque reale comprensione degli scopi del Lavoro. Potrebbero stare operando con il pilota automatico, in modo piuttosto meccanico. Essi conoscono tutte le frasi standard e le tecniche approvate e le possono snocciolare senza sforzo, se qualcuno preme il bottone giusto.

Per tale ragione, essi appaiono pieni d'autorità ed i più giovani che entrano nell'organizzazione possono esser facilmente sottoposti al lavaggio del cervello ed attribuire loro autorità.

Il fatto è che comunque i più anziani spesso sono spiritualmente ad un vicolo cieco. Sono rimasti intrappolati nel Morbio Inferiore. Avendo perso di vista i veri scopi del Lavoro, si tengono occupati con la politica organizzativa. Spendono le loro energie nel piccolo gioco che avviene in ogni organizzazione: l'arte di essere sempre un passo avanti agli altri. Non sono Maestri, ma piccoli politici.

È veramente dubbio, che chiunque possa mai continuare, come si dice, il lavoro del Maestro. Un autentico Maestro svilupperà i suoi metodi che si accordano con i suoi speciali interessi e con le sue capacità.

Gurdjieff, per portare un esempio, era un insegnante di danza, come affermava egli stesso. Insegnava attraverso i movimenti. Certo non era l'unica modalità con cui insegnava, ma i movimenti giocavano un ruolo importante nei suoi metodi.

Un altro Maestro può porre l'accento su qualche altra forma di lavoro, sulla meditazione, sul teatro esteriore o interiore, su degli esercizi di respirazione, eccetera.

Esistono molte tecniche; alcune sono adatte per gente di un certo tipo, altre per gente di altro tipo. Ma i "pilastri dell'ortodossia", che considerano loro dovere "continuare il lavoro del Maestro", mancano di accorgersi che l'approccio insegnato dal Maestro può non essere adatto per le condizioni di tempo e luogo presenti. Non si fermano neppure a considerare se essi stessi hanno compreso l'insegnamento del Maestro.

La sindrome dell'Organizzazione non è buona né per gli allievi che la sviluppano né per i membri della gerarchia che la mandano avanti. Non va bene per gli allievi, poiché questo offre loro un mezzo per autoingannarsi, un posto dove nascondersi, un sotterfugio, un inganno. Essendo membri del club, essi credono di essere giunti a qualcosa. Pensano di "essere nel Lavoro". Vanno alle riunioni del gruppo, fanno i movimenti, …… appartengono.

Se frequentano abbastanza a lungo, saliranno nella gerarchia e diverranno leader di gruppo. Possono finire per credersi essi stessi Maestri. Sfortunatamente tutte queste attività dell'organizzazione sono divenute completamente meccaniche. Hanno poco o nessun effetto su coloro che le eseguono, proprio come andare in chiesa una volta alla settimana non ha effetto su coloro che ci vanno. Per molta gente andare in chiesa diventa un'abitudine. La Domenica si va in chiesa proprio come il Sabato sera si va al ristorante o al cinema.

Sfuggire dalla Trappola dell'Organizzazione è estremamente difficile sia per i membri della gerarchia che guidano l'organizzazione, sia per i neofiti che essi suppongono di guidare. A molti piace questa trappola e sono felici di restarci. Preferiscono il Lavoro di fantasia a quello reale. Gradiscono che venga detto loro cosa pensare e cosa fare. Si risparmiano la fatica di cercar di pensare da soli.

A volte accade che in una simile organizzazione moribonda si manifesti un autentico Maestro, con abbastanza potere da spezzare la trappola e liberare coloro che ne sono schiavi, ammesso che vogliano esser liberati.

Questo avvenne nella Società Teosofica quando Krishnamurti, che era un autentico Maestro, mandò in pezzi l'organizzazione che gli era stata preparata intorno (l'Ordine della Stella) e risolutamente rivelò le simulazioni che stavano alla base di quel particolare tipo di Lavoro di fantasia. Egli è un abbattitore di idoli, un distruttore di sogni e di sistemi di credenze pronti per l'uso, un nemico delle ortodossie e un diffidente verso le gerarchie. Egli stesso è uno spirito libero ed il suo unico interesse è di aiutare altri a raggiungere la libertà.

 

(Da: Il lavoro di fantasia, in Robert DeRopp,"La Via Della Completezza", ed. Crisalide, tutti i diritti riservati Gateways /IDHHB)

 

 

 

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