Trappola n. 4. La sindrome dell'Organizzazione.
Ecco una trappola davvero pericolosa,
dove interi gruppi sono soggetti a cadere. Gioca una parte importante
nel Lavoro di fantasia e anzi possiamo chiamarla la pietra angolare
di quel Lavoro.
La sindrome dell'Organizzazione si
sviluppa quando un autentico Maestro muore ed i suoi allievi considerano
loro dovere, come dicono loro, di continuare il lavoro del Maestro.
Dunque formano un'organizzazione. Si trasformano in una gerarchia. Il
rango assunto nella gerarchia dipende non solo dal loro personale livello
di essenza, ma dalla quantità di tempo in cui sono stati nel Lavoro
e dalla prossimità che avevano con il Maestro quand'egli era in vita.
Queste gerarchie hanno la tendenza
a fossilizzarsi; scoraggiano l'indipendenza e la libertà di pensiero
e si rifugiano in una rigida ortodossia. Tutto ciò che il Maestro insegnava
diventa sacro anche se era solo spazzatura tirata fuori per mettere
alla prova la credulità di un allievo.
Tutti i metodi usati dal Maestro devono
essere trasmessi esattamente com'egli li insegnava. Tali "pilastri d'ortodossia"
non sembrano mai considerare che i tempi cambiano, la gente cambia,
e metodi di provata efficacia in un certo tempo e luogo possono non
rivelarsi altrettanto efficaci in un altro tempo e luogo. Mancano anche
di accorgersi che, nel Lavoro, l'anzianità non equivale al progresso
spirituale. Che uno sia stato quaranta o cinquant'anni "nel Lavoro"
o che una volta abbia conosciuto intimamente il Maestro, questo non
rende una persona un essere liberato. I cosiddetti anziani nel Lavoro
potrebbero aver perso da lungo tempo qualunque reale comprensione degli
scopi del Lavoro. Potrebbero stare operando con il pilota automatico,
in modo piuttosto meccanico. Essi conoscono tutte le frasi standard
e le tecniche approvate e le possono snocciolare senza sforzo, se qualcuno
preme il bottone giusto.
Per tale ragione, essi appaiono pieni
d'autorità ed i più giovani che entrano nell'organizzazione possono
esser facilmente sottoposti al lavaggio del cervello ed attribuire loro
autorità.
Il fatto è che comunque i più anziani
spesso sono spiritualmente ad un vicolo cieco. Sono rimasti intrappolati
nel Morbio Inferiore. Avendo perso di vista i veri scopi del Lavoro,
si tengono occupati con la politica organizzativa. Spendono le loro
energie nel piccolo gioco che avviene in ogni organizzazione: l'arte
di essere sempre un passo avanti agli altri. Non sono Maestri, ma piccoli
politici.
È veramente dubbio, che chiunque possa
mai continuare, come si dice, il lavoro del Maestro. Un autentico Maestro
svilupperà i suoi metodi che si accordano con i suoi speciali interessi
e con le sue capacità.
Gurdjieff, per portare un esempio, era
un insegnante di danza, come affermava egli stesso. Insegnava attraverso
i movimenti. Certo non era l'unica modalità con cui insegnava, ma i
movimenti giocavano un ruolo importante nei suoi metodi.
Un altro Maestro può porre l'accento
su qualche altra forma di lavoro, sulla meditazione, sul teatro esteriore
o interiore, su degli esercizi di respirazione, eccetera.
Esistono molte tecniche; alcune sono
adatte per gente di un certo tipo, altre per gente di altro tipo. Ma
i "pilastri dell'ortodossia", che considerano loro dovere "continuare
il lavoro del Maestro", mancano di accorgersi che l'approccio insegnato
dal Maestro può non essere adatto per le condizioni di tempo e luogo
presenti. Non si fermano neppure a considerare se essi stessi hanno
compreso l'insegnamento del Maestro.
La sindrome dell'Organizzazione non
è buona né per gli allievi che la sviluppano né per i membri della gerarchia
che la mandano avanti. Non va bene per gli allievi, poiché questo offre
loro un mezzo per autoingannarsi, un posto dove nascondersi, un sotterfugio,
un inganno. Essendo membri del club, essi credono di essere giunti a
qualcosa. Pensano di "essere nel Lavoro". Vanno alle riunioni del gruppo,
fanno i movimenti, …… appartengono.
Se frequentano abbastanza a lungo, saliranno
nella gerarchia e diverranno leader di gruppo. Possono finire per credersi
essi stessi Maestri. Sfortunatamente tutte queste attività dell'organizzazione
sono divenute completamente meccaniche. Hanno poco o nessun effetto
su coloro che le eseguono, proprio come andare in chiesa una volta alla
settimana non ha effetto su coloro che ci vanno. Per molta gente andare
in chiesa diventa un'abitudine. La Domenica si va in chiesa proprio
come il Sabato sera si va al ristorante o al cinema.
Sfuggire dalla Trappola dell'Organizzazione
è estremamente difficile sia per i membri della gerarchia che guidano
l'organizzazione, sia per i neofiti che essi suppongono di guidare.
A molti piace questa trappola e sono felici di restarci. Preferiscono
il Lavoro di fantasia a quello reale. Gradiscono che venga detto loro
cosa pensare e cosa fare. Si risparmiano la fatica di cercar di pensare
da soli.
A volte accade che in una simile organizzazione
moribonda si manifesti un autentico Maestro, con abbastanza potere da
spezzare la trappola e liberare coloro che ne sono schiavi, ammesso
che vogliano esser liberati.
Questo avvenne nella Società Teosofica
quando Krishnamurti, che era un autentico Maestro, mandò in pezzi l'organizzazione
che gli era stata preparata intorno (l'Ordine della Stella) e risolutamente
rivelò le simulazioni che stavano alla base di quel particolare tipo
di Lavoro di fantasia. Egli è un abbattitore di idoli, un distruttore
di sogni e di sistemi di credenze pronti per l'uso, un nemico delle
ortodossie e un diffidente verso le gerarchie. Egli stesso è uno spirito
libero ed il suo unico interesse è di aiutare altri a raggiungere la
libertà.
(Da: Il lavoro di fantasia, in Robert DeRopp,"La
Via Della Completezza", ed. Crisalide, tutti i diritti riservati
Gateways /IDHHB)