Parliamo delle 4 facce dell’esistenza.
Cosa compone “una vita”?
La nascita.
La vita.
La morte.
E..... come si chiama il periodo fra la morte e la nascita?
In occidente non abbiamo neppure una parola che descrive il quarto
stato dell’esistenza.
I Tibetani hanno questa parola: Bardo (transito).
Tutti e 4 gli stati formano le 4 facce dell’esistenza. Sono gli
ingredienti essenziali dell’esistenza.
Nascita, vita, morte, transito.
Considerando uno alla volta questi aspetti dell’esistenza, vediamo
una sola faccia per volta.
Solo nascita. Solo vita. Solo morte. Solo transito.
Vedere l’esistenza come è, vuol dire cominciare a
percepire la realtà com’è, fronteggiare direttamente
l’esistenza qual essa è. Questo si può immaginare come
vedere tutte e 4 le facce in una sola volta.
Ci sono tecniche per far questo.
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Transito.
i buddisti Tibetani hanno 6 bardo:
Kye ne - il bardo della vita (stato
di veglia ordinaria, o sonno verticale)
milam - il bardo dello stato di sogno
samten - bardo dello stato di meditazione
chikai - il bardo del processo della morte
chonyid -il bardo dello stato dopo la morte
sipai - il bardo della ricerca della rinascita
nel samsara
Per qualche ragione, nel transito è successo qualcosa di
così doloroso, disgustoso o detestabile, che tu non vuoi affrontarlo.
Non ti piace. Una delle cose principali che ti è successa (se
hai un po’ di memoria su questo...) è che durante il transito
hai sentito (ascoltato, da fonte interna o esterna, come preferisci...)
hai sentito la domanda:
“Cosa ti piacerebbe fare?”
E la risposta che ti viene sempre, invariabilmente, è: “Tutto
all’infuori di questo!”
Lo ricordi?
E ‘questo’ è proprio quello che ottieni!
Ti trovi in un corpo. Prendilo. Usalo.
Poiché nella tua condizione non sai quando potrai ancora
avere un corpo come questo.
Tu sei in questo corpo proprio a causa della quantità di
capacità che hai di confrontare ad un certo livello ciò
che accade nel mondo del transito.
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Ora, la sostanza dell’addestramento è di mettere
insieme l’esperienza del transito con l’esperienza della vita,
l’esperienza della nascita con l’esperienza della morte, tutto insieme,
in modo di essere sempre, in ogni momento contemporaneamente nella
nascita, morte, vita e transito.
Non c’è differenza.
Ma tanto per cominciare, portiamo l’esperienza del transito nell’esperienza
della vita.
Questo è un modo ovvio, vero? poiché il transito
ha lo stesso peso della vita.
Dunque portiamo l’esperienza del transito nell’esperienza della
vita.
Non solo sperimenti gli stati tra la nascita e la morte, ma simultaneamente
anche gli stati tra morte e rinascita.
Ciò diviene per te realtà quotidiana.
Si chiama In cerca dell’ordinario.
Per portare l’estremo, il superconscio, lo straordinario dentro
l’ordinario.
Per renderlo esperienza viva di tutti i giorni.
Poi, molto facilmente portiamo dentro anche nascita e morte. Equilibrate,
armonizzate.
Ogni stadio lungo il cammino dev’essere armonizzato, e armonizzato
e armonizzato.
Ogni stadio dev’essere equilibrato.
Ha luogo un equilibramento molto sottile.
Durante la prima settimana o due, quando la coscienza umana viene
bruciata e la coscienza lineare viene bruciata..... durante questo
tempo, dev’essere mantenuto l’equilibrio tra il corpo, la mente, le
sensazioni, ed i sentimenti o emozioni.
Cosa accade ora, alla coscienza umana, che è composta dal
corpo, cioè movimento, respiro e sensazioni del corpo; e da
emozioni, che sono dirette da (udite udite) dalla quantità
di significato e dal tipo di significato che
tu imponi sulle tue sensazioni in relazione all’ambiente
che ti circonda.
C’è un brontolio nello stomaco? Un irrigidirsi dei muscoli
della schiena? E subito: “Ah, sì...” lo identifichi. L’emozione
tal dei tali. Ecco, questa è la gamma dell’esperienza umana
nel campo delle emozioni. Questo è tutto ciò che è
l’emozione umana.
“Cosa significano queste sensazioni, relative a ciò che
sta succedendo?”
Tu ci attacchi un significato.
Questo viene bruciato, nel processo della morte.
Comunque non puoi togliere qualcosa a qualcuno, senza sostituirlo
con qualcos’altro.
Speriamo qualcosa di meglio!
Cosa viene fuori, dopo che lasci andare la coscienza umana, e stai
lì per un po’? Viene fuori ciò che è stato seppellito
sotto per tutto il tempo.
Ciò che era sopra, dominante, copriva un ‘feeling’ più
tranquillo e più essenziale.
Ecco come si chiama, ‘feeling’. Non qualsiasi tipo di feeling.
Il tipo di feeling che affiora quando ti liberi dalle
emozioni.
Dopo che ti liberi dalle sensazioni, viene il sentire (‘sensing’).
E dopo che ti liberi della mente, viene il sapere (‘knowing’).
E dopo che ti liberi del se’ e della coscienza, viene la natura-essenziale.
A quel punto, tu sei nell’universo perché scegli di esserci.
Solo a quel punto sei buono per il Lavoro.
Sei utile solo a quel punto.
Quando sei utile a te stesso, allora sei utile al Lavoro.