Gestione conflittuale

(Conflict management*)

Totm # 30

*management = amministrazione, conduzione, direzione, controllo, gestione, governo

 

L’espressione originale "separare la pula dal grano" viene dalla Mesopotamia, dalla civiltà Sumera. Si riferisce alla differenziazione tra ‘la propria vita come essere umano’ - vale a dire, il coinvolgimento di ciascuno con i problemi biologici inerenti la vita di primate terrestre, le richieste incessanti della macchina e l'uso della propria vita come essere umano.

Secondo la nostra terminologia, differenziazione significa separare la vita della macchina dalla vita del se’ essenziale. Queste due vite sono due cose completamente differenti, come voi giungerete un giorno a vedere chiaramente.

Per sua natura, la macchina biologica è tutta concentrata sui problemi e le soluzioni che hanno a che fare con se stessa, con la famiglia, gli amici, i colleghi; sui problemi di lavoro, sui problemi di occupazione e di denaro, sui problemi riguardanti gli hobby e le attività, problemi collegati alle condizioni di vita passate, presenti e future, problemi con piante, animali e macchinari, problemi di capelli, problemi con la sega, il martello, il cacciavite, la lampadina che stamattina non funzionava, problemi con la radio e il televisore e con i reportage del TG, problemi con i baffi di qualcuno, problemi con il bullo del vicinato che a otto anni ti picchiava, problemi con certi cani, e così via.

Questi sono problemi che la macchina ha con se stessa, con gli altri e con la vita; non problemi che tu stai avendo con la macchina. Quelli sono problemi che la macchina ha con la sua propria vita.

Scrivete questo in lettere rosse indelebili da qualche parte, nell’aria, in modo da potervi fare riferimento di quando in quando, per l’eternità.

I tuoi veri problemi con la macchina insorgono in conseguenza del fatto che la macchina non è pienamente funzionante come apparato di trasformazione, in quanto non può avere una tale funzione, mentre è stretta nell’inesorabile presa (o presa nell’inesorabile stretta) degli appetiti organici e dei suoi scopi ordinari. La macchina non è nello stato di veglia abbastanza spesso da soddisfare la scaletta che ti sei fatto per la trasformazione, se hai delle serie intenzioni riguardo alla tua trasformazione.

Puoi avere problemi di volontà di potere, oppure problemi a ricordare di portare la macchina nello stato di veglia. Puoi avere problemi nel cercare di chiarirti cosa ti è possibile fare… problemi tattici nella tua strategia mirante all’evoluzione.

Il nostro scopo non è quello di combattere la macchina, ma di usarla come apparato di trasformazione. La macchina non è il nemico….. beh, in un certo senso lo è, e in un altro senso non lo è…..una macchina è solo se stessa, e fa quello che fanno le macchine.

Il conflitto insorge quando il se’ essenziale inizia ad usare la macchina come apparato di trasformazione, ma il conflitto riguarda ‘qualcosa di differente’, non i problemi ordinari….. cercare di ricordare, decidere quale tattica usare per portare in funzione la macchina, per portarla alla vita come apparato di trasformazione.

Possiamo aver problemi con gli altri, che per una ragione o per l’altra cercano di prevenire noi dall’usare la macchina come apparato di trasformazione. Ecco gli autentici problemi del se’ essenziale.

Jim: Sto avendo problemi a capire questo: l’apparato di trasformazione, cosa trasforma? Cos’è che deve fare?

Questa domanda esemplifica l’inizio di un conflitto superiore. Di cosa è fatta la trasformazione? Come esattamente avrà luogo? Quale ne sarà la conseguenza, se mai ci sarà? Ci sono molte conseguenze? Una sola? O una serie di conseguenze? Come farò a sapere quando questo accade? Queste sono le domande di cui vi dovreste veramente preoccupare.

Questi sono veri problemi, vere preoccupazioni.

La vostra attenzione è stata sulla spazzatura, le pietose fissazioni sulla macchina, tipiche di una vita a basso livello. Il vero conflitto si incentra attorno al fatto che mentre ci interessa di usare la macchina come apparato di trasformazione, alla macchina interessa seguire la sua vita ed i suoi interessi….. eppure in qualche modo desidera essere ‘riempita’, realizzata.

Siate consapevoli di questo conflitto. Da una parte ci sforziamo (quando ci succede di pensarci e le circostanze lo permettono) di usare la macchina come apparato di trasformazione….. ed imprevedibilmente la macchina, nonostante tutti i nostri sforzi e desideri contrari, esegue qualunque atto immaginabile….. all’infuori della sua funzione trasformatoria.

Il vero pericolo viene dall’identificazione. Quando diveniamo talmente identificati con la macchina, che diamo per scontato che i problemi ed i conflitti della macchina sono i nostri, ed abbandoniamo o ci dimentichiamo dei nostri conflitti superiori con la macchina, in favore dei problemi inferiori della macchina.

Se coinvolti con i conflitti di vita della macchina, ci troviamo completamente incapaci di usare la macchina come apparato di trasformazione. Non c’è modo di fare entrambe le cose. O continuiamo a coinvolgerci con i problemi della macchina, oppure possiamo cominciare a rivolgerci ai veri problemi. Non è possibile fare entrambe le cose, in un continuo andirivieni tra le due.

Avete solo una determinata quantità di attenzione: la potete applicare, in ogni dato momento, solo fino ad un certo grado e solo su un certo numero di oggetti alla volta. Quando siete occupati con i problemi della vita…….

Per esemplificare, vi racconterò qualcosa di mia zia Beulah.

Un giorno, mentre io e zia Beulah stavamo camminando per Broadway, a New York, si volse verso di me, dicendo: "Avrai sempre problemi nella vita. Devi aver chiaro questo fatto. Avrai sempre problemi nella vita. Ed è quando cerchi di risolverli che perdi tutto. La realtà svanirà".

"Quando cerchi di cambiare la tua vita per renderla più felice, o cerchi di eliminare dei problemi dalla tua vita, ti coinvolgi talmente con l’eliminazione dei problemi, che perdi di vista ciò che è reale".

"Beh, quali sono i veri problemi?" chiesi, ed ella rispose, "I veri problemi sono le cose che contano".

"Beh, come per esempio?" insistei. Ella si guardò attorno (spesso camminavamo insieme nella strada, o andavamo al parco o al cinema), poi, volgendosi verso di me, disse: "Non questo. Questo non conta".

"Questo (e indicava i dintorni)! Questo non è reale!" "Usa questo! Usalo!"

Mi aveva sempre lasciato perplesso, quest’affermazione; ed io dicevo: "Cosa vuoi dire, usalo? Lo sto usando!"

"No, no, no," la sentivi dire, "tu stai cercando di farlo accadere; stai cercando di far accadere delle cose specifiche. Non cercare di fare accadere delle cose specifiche. Usa questo. Usa quello che sta accadendo".

Ed io dicevo: "Ma come? Come lo usi tu?" e lei rispondeva sempre: "Solo quello che è reale, solo le cose reali".

E questa è la stessa idea. Il vostro coinvolgimento con i problemi della vita è stupido, poiché la vostra immersione ipnotica nella vita della macchina vi costa quello per cui siete qui.

Questi problemi sono senza significato. La loro risoluzione non può avere un effetto duraturo. Anche fra un anno, cos’avrete davvero risolto? Cosa sarà veramente cambiato per voi? La vostra situazione di vita? Ma quella cambierà in ogni caso! Le cose accadranno a voi e per voi, riguardo a voi, intorno a voi e con voi.

Quando lavoravo per la Pacific Coast Stock Exchange c’era un altro tipo, un collega, che scriveva un ingegnoso giornalino sull’andamento del mercato azionario, la salita e discesa delle azioni, ed era magicamente accurato nelle sue previsioni.

"Qual è il tuo segreto?" gli chiesi, "dai, dimmi il tuo segreto".

Alla fine cedette: "Che diavolo, te lo posso anche dire. Devi sapere quello che farà il mercato domani; quello che farà il mercato la prossima settimana; quello che farà il mercato fra un mese, fra un anno e fra dieci anni".

"Oh, dai," risposi scettico, "non è possibile saperlo!"

"Oh certo; io lo so con esattezza," disse. "Ok," lo sfidai, "cosa farà il mercato la prossima settimana?" "La prossima settimana fluttuerà".

"E cosa farà fra dieci anni?" "Fra dieci anni….. fluttuerà".

Il mercato è il mercato. Ci sono sempre venditori e compratori, e le azioni, i titoli e i prodotti sono sempre a prezzi diversi, ed i prezzi cambiano sempre.

Lo stesso accadrà inevitabilmente nella vita della macchina. Fluttuerà sempre, malgrado qualunque cosa possiate fare per prevenirlo. Niente sarà esattamente lo stesso di quello che vi aspettate, o accadrà esattamente come lo pensate o ve lo aspettate.

Potete pensare di volere una cosa differente da come è, ma una volta passati attraverso l’esperienza, vi guardate indietro e dite: "Ora, perché volevo cambiare questa cosa? Il modo in cui è andata a finire è perfetto. Poeticamente giusto e ironicamente corretto".

La tendenza a desiderare un’altra vita sorge dal cercare di avvicinare una nuova situazione dal punto di vista di una vecchia situazione.

Per esempio, potete iniziare un nuovo lavoro, come quello di costruire i gioielli e le collane, e lasciare il vecchio lavoro, che è quello del carpentiere; dunque ti porti dietro tutti i tuoi attrezzi da carpentiere e ti dichiari pronto a fare i gioielli.

Nella tua mente dev’essere in quella maniera. "Ho sempre avuto questi attrezzi da carpentiere accanto a me, "pensi tra te e te, "li ho portati con me per anni. Mi hanno sempre reso un buon servizio. Sono sempre stato in grado di usarli. Sono gli attrezzi che mi sono più familiari e quelli di cui conosco meglio l’uso".

Ma eccovi qui di fronte ad una nuova situazione. Non puoi usare degli attrezzi da carpentiere per fare gioielli. Più tardi, te ne accorgi: "Certo! Non posso usarli ora! Che assurdità, essermeli portati dietro in questo nuovo lavoro! Il modo naturale in cui si è svolta la cosa era indubbiamente giusto!"

Entrando in una nuova camera, uno pensa sempre che il modo giusto è quello con il quale uno si è arrangiato fino a quel momento.

Nel mondo dell’editoria c’è un detto, che suona pressappoco così: "Voglio da cima a fondo il testo da 9 e un quarto assestato a livello pieno; i lati cadano dove possono cadere". A condizione di mantenere una misura costante, l’altra non ha importanza dove cade.

In termini di trasformazione, si potrebbe dire: "Voglio usare la macchina biologica umana come un apparato di trasformazione, e lasciar cadere la vita della macchina dove può". Ciò non significa darsi per vinti, rannicchiarsi in un angolo, o diventare apatici e perdere interesse per la vita.

Significa che invece di lasciarsi coinvolgere con le fluttuazioni della vita, le preoccupazioni della vostra pretenziosa macchina…… e per pretenziosa intendo anche i tuoi diritti umani, i diritti civili, i diritti personali, fino al punto che in quello che fai per vivere, e nei conflitti interpersonali, sia tra individui che nella comunità, il tuo interesse e la tua attenzione ha messo radici in una nuova dimensione, che comprende la vita della macchina, ma non le sue pretenziose preoccupazioni soggettive, le sue brame e le sue "necessità".

Continuerete ad essere consapevoli dei conflitti della macchina, è naturale, ma mentre siete occupati a risolvere quelli, non avete tempo per il lavoro. Se cercate di risolvere i conflitti con voi stessi e con la vita in generale, state davvero perdendo il vostro tempo sulla terra.

(...continua)

Traduzione di Heruka

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