Arroganza intellettuale può esser definita come
la presunzione di comprendere un'idea non appena la sentiamo, solo
perché ci succede di riconoscere le parole e di pensare che ne comprendiamo
i significati profondi o sottili.
Dovremmo invece caso mai ammettere che ci possono
volere molti anni, prima di giungere ad una completa comprensione
di queste idee; ed anche allora giungeremo a comprenderle solo se
le avremo usate personalmente e se le avremo valutate rispetto agli
effetti osservabili e definibili su di noi.
Quello che noi, come esseri umani civilizzati, potremmo
aver difficoltà a capire é che queste idee vengono afferrate pienamente
solo quando riflettono un corrispondente cambiamento interiore;
arriviamo a comprendere solo quanto esiste dentro di noi, e niente
esiste dentro di noi a meno che non ce lo abbiamo messo, digerito
e preso profondamente in considerazione con molto più del semplice
apparato mentale.
Per capire pienamente un'idea dobbiamo averne fatto
effettivamente uso, familiarizzando con tutte le sue sottili ramificazioni
ed in connessione ad altre idee che si sono già formate in noi attraverso
le precedenti esperienze.
Le nuove idee, ed in particolare quelle prese in
considerazione in questo lavoro preparatorio, non cadranno in alcuna
delle categorie note. É necessario giungere a capire che queste
idee non sono accessibili nel corso ordinario degli eventi, e che
in realtà non ne abbiamo mai sentito parlare prima, anche se possiamo
pensare di avere con esse una certa confidenza che deriva da altre
fonti.
In questa introduzione al Lavoro prenderemo in considerazione
diverse importanti idee. Mentre le esaminiamo, dovremo ricordarci
che non le comprendiamo in maniera completa, e che per quanto possiamo
chiarirne uno o due aspetti non potremo mai comprenderle completamente
solamente parlandone o pensandoci sopra.
Nel nostro lavoro iniziale, per prima cosa volgeremo
l'attenzione verso il corpo, con i suoi apparati mentale,
emozionale e motorio; questo, preso come un tutto
viene chiamato in questo sistema la macchina biologica umana.
Sebbene abbia innumerevoli stati soggettivi interiori
che possono dare l'impressione di un'inavvicinabile complessità,
la macchina biologica umana ha solo due precisi stati oggettivi
che ci possono interessare davvero, in senso trasformazionale.
La macchina é nello stato di veglia, o nello stato di
sonno.
Nel normale corso della vita, esclusi momentanei
risvegli accidentali, la macchina é addormentata, e durante questo
stato di sonno essa esercita la propria volontà sulla situazione;
allo stesso tempo le sue funzioni trasformazionali superiori
non sono attivate.
In stato di sonno, l'attenzione della macchina si
fissa completamente sui propri pensieri soggettivi, sugli stati
emozionali e sulle sensazioni, oppure su quelle distrazioni ed attrazioni
esterne a se stessa, che casualmente prevalgono in quel momento
attraverso lo spesso velo delle proprie fissazioni soggettive su
se stessa; questo é il vero significato dell'antico mito di Narciso.
Per quanto riguarda la ricerca del vero significato
della nostra vita, le esperienze di tutti sono state più o meno
le stesse: nonostante una lunga e sincera ricerca di conoscenze
serie, sembra che non siamo mai riusciti a trovare delle vere risposte,
delle risposte pratiche... Non siamo mai riusciti a trovare delle
idee funzionanti e che producessero degli effetti veramente misurabili.
Alla fine la maggior parte di noi é giunto alla
conclusione che la gente che é già nel Lavoro, per qualche ragione,
ha deciso di costituire un complotto per essere oscura e misteriosa.
Ma la penosa verità é che pochissima gente, anche
tra i direttori di comunità di lavoro molto famosi e acclamati,
conosce qual é il fatto su cui il lavoro si basa; vale a dire che
solamente una macchina biologica umana risvegliata può produrre
un effetto di trasformazione sul se' essenziale che, ricordiamo,
é quella parte di noi che non é la macchina.
La maggior parte delle comunità di lavoro si fondano
sul fatto che é il se' essenziale ad essere addormentato e a dover
essere risvegliato. Non essendo consapevoli dell'identificazione
del se' essenziale con il sonno della macchina, né delle potenziali
risorse della macchina in funzione di apparato di trasformazione
(ma solo quand'é in stato di veglia), essi non hanno speranza di
giungere ad un'autentica trasformazione.
Pochi conoscono questo segreto; eppure anche tale
conoscenza non garantisce che questi pochi sappiano tutto quanto
é necessario alla trasmissione di queste idee. Può darsi che non
sappiano comunicare agli altri le idee; in ogni caso potrebbero
solo averne una conoscenza mentale, non avendole mai effettivamente
applicate in modo pratico a se stessi. Un vero insegnante dovrebbe
essere capace e disposto a dimostrare la propria trasformazione
e lo stato di veglia, non solo a parlarne.
Parlare costa poco; chiunque abbia ascoltato qualche
conferenza e appaia sincero può convincere l'ignorante.
Se abbiamo cercato seriamente qualcosa di simile
ad una scuola, vuol dire che per noi é già piuttosto evidente che
i metodi ordinari non possono produrre altro che risultati ordinari
e che solo i metodi straordinari propri di una scuola (metodi sconosciuti
e non disponibili nel corso della vita normale) possono produrre
risultati fuori dall'ordinario (risultati 'di scuola').
In tal senso possiamo capire che una scuola é una
comunità di gente riunita insieme con lo scopo di svegliare la macchina
e di usarla per la trasformazione rivolta ad una possibile evoluzione.
Queste prime definizioni di scuola, lavoro, sonno,
risveglio e trasformazione sono da considerarsi come idee temporanee
ed incomplete. Definiremo più avanti le idee di sonno, risveglio
e trasformazione nel corso della presente introduzione al lavoro
con una scuola.
Se qualunque metodo fosse valido per produrre il
risveglio della macchina e la conseguente trasformazione del se'
essenziale, allora chiunque abbia vissuto una vita ordinaria potrebbe
essere trasformato e non ci sarebbe alcuna necessità di scuole.
E invece le scuole esistono; e pur non sapendo nient'altro
sulla Legge della Conservazione dell'Energia, possiamo almeno comprendere
che nulla esiste senza necessità.
Dovremmo inoltre aver dedotto che se la trasformazione
produce dei risultati che noi possiamo riconoscere in qualcun altro,
allora potremmo esser inclini a pensare che ogni genio che sia vissuto
dovrebbe aver ottenuto la trasformazione. Ma anche i più grandi
esseri umani durante l'intero corso della storia hanno mancato di
raggiungere la trasformazione, in qualsiasi vero significato della
parola.
Ma come pensare di venire ad una scuola, a meno
di non comprendere proprio fin dall'inizio il fondamento, la base,
la più profonda premessa del Lavoro: che la macchina biologica umana
(ma solo in stato di veglia) é l'apparato trasformazionale per la
possibile evoluzione del se' essenziale?
Quando la macchina é sveglia, la sua attenzione
é volta all'interno, verso il se' essenziale, quella parte di noi
che non é la macchina. Quando l'attenzione della macchina si fissa
in tal modo sul se' essenziale, questo semplice fatto produce dei
precisi effetti trasformazionali.
Per il nostro lavoro iniziale, possiamo immaginare
la macchina biologica umana come una fabbrica alchemica che, se
viene risvegliata dal proprio sonno meccanico, produce la trasformazione
e l'evoluzione del se' essenziale.
Il se' essenziale si può ubriacare del sonno della
macchina; può identificarsi completamente con esso. Il se' essenziale
può anche arrivare a pensare di essere addormentato; ma resta il
fatto che il se' essenziale non é né sveglio né addormentato.
Ma in che modo possiamo vedere questo misterioso
se' essenziale?
La macchina biologica umana riflette la presenza
del se' essenziale in modo molto simile a quello in cui la 'Camera
a Nebbia' di Wilson riesce a dimostrare la presenza di particelle
invisibili.
Pur non potendo vedere direttamente il se' essenziale,
possiamo vedere gli effetti del cammino che ha preso, le sue conseguenze
sulla macchina.
La Camera a Nebbia di Wilson é un apparecchio che
mostra graficamente un percorso; non il percorso di quello che stiamo
misurando, ma di qualcosa di invisibile che é entrato in collisione
con qualcosa che possiamo vedere e misurare.
Nella Camera a Nebbia possiamo misurare delle particelle
visibili, che si sono spostate a causa di un trasferimento d'energia
occorso durante l'impatto con qualcosa che non riusciamo a vedere;
da ciò possiamo dedurre molte informazioni riguardo alla cosa invisibile.
Con la semplice misurazione dei suoi effetti, possiamo dire un bel
po' di cose riguardo a questo invisibile se' essenziale.
Come la Camera a Nebbia, anche la macchina biologica
umana é un apparato di biofeedback reciproco in relazione al se'
essenziale.