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"La macchina biologica umana"
di E.J. Gold

 

     CAPITOLO 4  

La macchina biologica umana
come apparato di trasformazione

Contrariamente alla credenza comune, la trasformazione interiore non produce conseguenze psicologiche e di comportamento che possano essere facilmente riconosciute dall'esterno. Le reali conseguenze sono di natura completamente diversa.

 

In un certo senso siamo vittime di molte malattie frutto della civiltà; uno dei maggiori sintomi di questo é l'arroganza intellettuale caratteristica della nostra attuale cultura.

Arroganza intellettuale può esser definita come la presunzione di comprendere un'idea non appena la sentiamo, solo perché ci succede di riconoscere le parole e di pensare che ne comprendiamo i significati profondi o sottili.

Dovremmo invece caso mai ammettere che ci possono volere molti anni, prima di giungere ad una completa comprensione di queste idee; ed anche allora giungeremo a comprenderle solo se le avremo usate personalmente e se le avremo valutate rispetto agli effetti osservabili e definibili su di noi.

Quello che noi, come esseri umani civilizzati, potremmo aver difficoltà a capire é che queste idee vengono afferrate pienamente solo quando riflettono un corrispondente cambiamento interiore; arriviamo a comprendere solo quanto esiste dentro di noi, e niente esiste dentro di noi a meno che non ce lo abbiamo messo, digerito e preso profondamente in considerazione con molto più del semplice apparato mentale.

Per capire pienamente un'idea dobbiamo averne fatto effettivamente uso, familiarizzando con tutte le sue sottili ramificazioni ed in connessione ad altre idee che si sono già formate in noi attraverso le precedenti esperienze.

Le nuove idee, ed in particolare quelle prese in considerazione in questo lavoro preparatorio, non cadranno in alcuna delle categorie note. É necessario giungere a capire che queste idee non sono accessibili nel corso ordinario degli eventi, e che in realtà non ne abbiamo mai sentito parlare prima, anche se possiamo pensare di avere con esse una certa confidenza che deriva da altre fonti.

In questa introduzione al Lavoro prenderemo in considerazione diverse importanti idee. Mentre le esaminiamo, dovremo ricordarci che non le comprendiamo in maniera completa, e che per quanto possiamo chiarirne uno o due aspetti non potremo mai comprenderle completamente solamente parlandone o pensandoci sopra.

Nel nostro lavoro iniziale, per prima cosa volgeremo l'attenzione verso il corpo, con i suoi apparati mentale, emozionale e motorio; questo, preso come un tutto viene chiamato in questo sistema la macchina biologica umana.

Sebbene abbia innumerevoli stati soggettivi interiori che possono dare l'impressione di un'inavvicinabile complessità, la macchina biologica umana ha solo due precisi stati oggettivi che ci possono interessare davvero, in senso trasformazionale. La macchina é nello stato di veglia, o nello stato di sonno.

Nel normale corso della vita, esclusi momentanei risvegli accidentali, la macchina é addormentata, e durante questo stato di sonno essa esercita la propria volontà sulla situazione; allo stesso tempo le sue funzioni trasformazionali superiori non sono attivate.

In stato di sonno, l'attenzione della macchina si fissa completamente sui propri pensieri soggettivi, sugli stati emozionali e sulle sensazioni, oppure su quelle distrazioni ed attrazioni esterne a se stessa, che casualmente prevalgono in quel momento attraverso lo spesso velo delle proprie fissazioni soggettive su se stessa; questo é il vero significato dell'antico mito di Narciso.

Per quanto riguarda la ricerca del vero significato della nostra vita, le esperienze di tutti sono state più o meno le stesse: nonostante una lunga e sincera ricerca di conoscenze serie, sembra che non siamo mai riusciti a trovare delle vere risposte, delle risposte pratiche... Non siamo mai riusciti a trovare delle idee funzionanti e che producessero degli effetti veramente misurabili.

Alla fine la maggior parte di noi é giunto alla conclusione che la gente che é già nel Lavoro, per qualche ragione, ha deciso di costituire un complotto per essere oscura e misteriosa.

Ma la penosa verità é che pochissima gente, anche tra i direttori di comunità di lavoro molto famosi e acclamati, conosce qual é il fatto su cui il lavoro si basa; vale a dire che solamente una macchina biologica umana risvegliata può produrre un effetto di trasformazione sul se' essenziale che, ricordiamo, é quella parte di noi che non é la macchina.

La maggior parte delle comunità di lavoro si fondano sul fatto che é il se' essenziale ad essere addormentato e a dover essere risvegliato. Non essendo consapevoli dell'identificazione del se' essenziale con il sonno della macchina, né delle potenziali risorse della macchina in funzione di apparato di trasformazione (ma solo quand'é in stato di veglia), essi non hanno speranza di giungere ad un'autentica trasformazione.

Pochi conoscono questo segreto; eppure anche tale conoscenza non garantisce che questi pochi sappiano tutto quanto é necessario alla trasmissione di queste idee. Può darsi che non sappiano comunicare agli altri le idee; in ogni caso potrebbero solo averne una conoscenza mentale, non avendole mai effettivamente applicate in modo pratico a se stessi. Un vero insegnante dovrebbe essere capace e disposto a dimostrare la propria trasformazione e lo stato di veglia, non solo a parlarne.

Parlare costa poco; chiunque abbia ascoltato qualche conferenza e appaia sincero può convincere l'ignorante.

Se abbiamo cercato seriamente qualcosa di simile ad una scuola, vuol dire che per noi é già piuttosto evidente che i metodi ordinari non possono produrre altro che risultati ordinari e che solo i metodi straordinari propri di una scuola (metodi sconosciuti e non disponibili nel corso della vita normale) possono produrre risultati fuori dall'ordinario (risultati 'di scuola').

In tal senso possiamo capire che una scuola é una comunità di gente riunita insieme con lo scopo di svegliare la macchina e di usarla per la trasformazione rivolta ad una possibile evoluzione.

Queste prime definizioni di scuola, lavoro, sonno, risveglio e trasformazione sono da considerarsi come idee temporanee ed incomplete. Definiremo più avanti le idee di sonno, risveglio e trasformazione nel corso della presente introduzione al lavoro con una scuola.

Se qualunque metodo fosse valido per produrre il risveglio della macchina e la conseguente trasformazione del se' essenziale, allora chiunque abbia vissuto una vita ordinaria potrebbe essere trasformato e non ci sarebbe alcuna necessità di scuole.

E invece le scuole esistono; e pur non sapendo nient'altro sulla Legge della Conservazione dell'Energia, possiamo almeno comprendere che nulla esiste senza necessità.

Dovremmo inoltre aver dedotto che se la trasformazione produce dei risultati che noi possiamo riconoscere in qualcun altro, allora potremmo esser inclini a pensare che ogni genio che sia vissuto dovrebbe aver ottenuto la trasformazione. Ma anche i più grandi esseri umani durante l'intero corso della storia hanno mancato di raggiungere la trasformazione, in qualsiasi vero significato della parola.

Ma come pensare di venire ad una scuola, a meno di non comprendere proprio fin dall'inizio il fondamento, la base, la più profonda premessa del Lavoro: che la macchina biologica umana (ma solo in stato di veglia) é l'apparato trasformazionale per la possibile evoluzione del se' essenziale?

Quando la macchina é sveglia, la sua attenzione é volta all'interno, verso il se' essenziale, quella parte di noi che non é la macchina. Quando l'attenzione della macchina si fissa in tal modo sul se' essenziale, questo semplice fatto produce dei precisi effetti trasformazionali.

Per il nostro lavoro iniziale, possiamo immaginare la macchina biologica umana come una fabbrica alchemica che, se viene risvegliata dal proprio sonno meccanico, produce la trasformazione e l'evoluzione del se' essenziale.

Il se' essenziale si può ubriacare del sonno della macchina; può identificarsi completamente con esso. Il se' essenziale può anche arrivare a pensare di essere addormentato; ma resta il fatto che il se' essenziale non é né sveglio né addormentato.

Ma in che modo possiamo vedere questo misterioso se' essenziale?

La macchina biologica umana riflette la presenza del se' essenziale in modo molto simile a quello in cui la 'Camera a Nebbia' di Wilson riesce a dimostrare la presenza di particelle invisibili.

Pur non potendo vedere direttamente il se' essenziale, possiamo vedere gli effetti del cammino che ha preso, le sue conseguenze sulla macchina.

La Camera a Nebbia di Wilson é un apparecchio che mostra graficamente un percorso; non il percorso di quello che stiamo misurando, ma di qualcosa di invisibile che é entrato in collisione con qualcosa che possiamo vedere e misurare.

Nella Camera a Nebbia possiamo misurare delle particelle visibili, che si sono spostate a causa di un trasferimento d'energia occorso durante l'impatto con qualcosa che non riusciamo a vedere; da ciò possiamo dedurre molte informazioni riguardo alla cosa invisibile. Con la semplice misurazione dei suoi effetti, possiamo dire un bel po' di cose riguardo a questo invisibile se' essenziale.

Come la Camera a Nebbia, anche la macchina biologica umana é un apparato di biofeedback reciproco in relazione al se' essenziale.

Poiché sia il se' essenziale sia la macchina sono di natura elettrica, i due campi, venendo in urto reciproco, producono un terzo campo elettrico che può essere espresso matematicamente. Inoltre, un campo può influenzare l'altro in maniera radicale e questo può funzionare a vantaggio della nostra evoluzione. Più avanti discuteremo in dettaglio questa importante idea.

 

estratto da: "La macchina biologica umana" di E.J. Gold

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