At 21.47 26/08/2004 +0200, you wrote:

> > >Che cos'è il corridoio della pazzia ?

> > > >Valentina

 

 

LA GIOIA DEL SACRIFICIO: Segreti della Via Sufi

 

Il libro non ha un indice (dicesi tipico di un libro Sufi); la data è il 1978.

 

Inizia con un'Introduzione di Samuel Avital:

"Frammenti-- un commentario sui Sacrifici"

"C'è un uomo che vive oggi in America, che sta facendo un lavoro molto significativo. Pochi di noi sanno com'è importante questo lavoro per la restaurazione del pianeta in questo perplesso tempo di transizione. Chi ha lavorato con lui può percepire la profonda affermazione, fatta qui con la lucidità dell'essenza. Il suo nome, o il mantello che indossa in questa vita, è E.J. gold, ed il nome del suo Istituto -- The Institute for the Develoment of the Harmonious Human Being -- "coincide" perfettamente con il suo. Le iniziali dell'Istituto, I.D.H.H.B., in arabo, significano Gold (oro) -- il produrre quell'Oro proprio nel nostro essere". ................[omissis]

Segue un elenco di 18 lettere dell'alfabeto ebraico, con un tentativo di interpretazione alla luce dei (18) Sacrifici.

 

Segue un'invocazione alla Visione...che termina così:

"E ci vorrà tempo perché ciò che è udito sia digerito, tempo di cominciare ad agire mentre il ferro è caldo, di fare le cose ora. Come è stato detto, "Se non ora, quando?" Questo è il tempo di ascoltare. Ascolta...."

 

" La Gioia del Sacrificio inizia con "Le Lettere": Mezar-i-Shariff, 4 agosto.... ecc. fino a Benares e Luzon. Sono tutte tradotte sul sito www.bardoworks.it

I caratteri del libro sono molto grossi, e ogni poche pagine c'è una foto di luoghi e personaggi facenti parte della Comunità all'epoca (molto anni 70 infatti).

Segue poi una sezione dal titolo: "Le Etiche" in cui vengono dettate modalità di comportamento, di azione, di modi di vivere sia per la Comunità che per l'individuo; direi degli avvertimenti su come sopravvivere, dopo che si è fatta la scelta di non vivere nel gregge. Queste modalità, questi principi, sono dunque improntati a precise regole morali, reciproche e nei confronti dell'Insegnante, insieme con l'indicazione dei vantaggi prodotti da ciò.

Esempio:

"Chi sopporta l'incoscienza degli altri è più vicino al Lavoro di chi si rinchiude in un monastero".

"Dobbiamo ricordare che l'insegnante è consciamente la forza negativa per le nostre domande. Dobbiamo superare la sua resistenza e trovare un modo di usarlo come potrebbe essere usato".

Ci sono varie sezioni: "L'Etica dell'Ospitalità"

Esempi:

"Dovremmo dare a un ospite qualunque cibo o bevanda ci siamo riservati per noi stessi".

"L'ospitalità è la più grande legge data all'uomo. Se egli sapesse come obbedire a questa sola legge, potrebbe superare le sue imperfezioni".

"Un ospite cessa di essere un ospite il quarto giorno della sua visita, e solo allora gli può venir chiesto di unirsi al lavoro per i lavori casalinghi o quelli della comunità".

"Non dovremmo costringerci ad accettare un ospite che non possiamo trattare con onore".

 

L'Etica del Girovago

Esempi:

"Viaggiare è una via di autodisciplina".

"Quando si entra in una città, si dovrebbe visitare il santuario".

 

L'Etica del Risveglio

Esempi:

"Dopo il primo momentaneo risveglio dal sogno, uno dovrebbe cercare una guida che gl'insegnerà i diritti e gli obblighi di un candidato per il Lavoro".

"Se un seme non è piantato nel terreno, non germoglierà".

"Perché la rosa viva, il seme deve morire".

"Il novizio è il seme. Egli non sopravviverà alla trasformazione".

"Le condizioni della scuola creano la possibilità per il seme di morire".

 

L'Etica del Discorso

Esempi:

"Lo scopo del discorso è di guidare chi fa la domanda in uno spazio dov'egli è solo".

"Il novizio dovrebbe fare solo quelle domande che riflettono la necessità presente".

"La conoscenza può essere trasmessa solo nel Santuario".

"E' sempre permesso d'insegnare a chiunque lo chieda".

 

Istruzioni per il Santuario

Esempi:

"Se tu sei in questa stanza, e sai di esserci, sei sveglio".

"Il lavoro del gruppo di lavoro è 'non fare nulla'".

"Non passare ad altri fuori del Santuario ciò che è stato dato dentro il Santuario".

"Datti da fare per raffinare le tue domande. Nel Santuario tutto viene preso alla lettera".

"Se qualcuno appartiene al Santuario, niente di ciò che gli dirai lo convincerà ad andarsene. Se non appartiene al Santuario, niente lo convincerà a restare".

"Il Santuario è la forma-prototipo dell'insegnamento stesso".

 

L'Etica del Santuario

L'etica del Mangiare

Esempi:

"La cucina è il centro del lavoro; il tavolo il ricettacolo della Grazia di Dio; e il Santuario è la sorgente del loro potere".

 

L'Etica del Sonno

Esempi:

"Il sonno è rigenerante; non dobbiamo associarvi senso di colpa".

 

 

Ecco infine l'ultima sezione: "I Sacrifici".

Sono numerati da 0 a 18 e insieme al numero, al titolo e al sottotitolo, c'è un disegno che rappresenta... un insegnante, un maestro, un avatar... Fra quelli che posso riconoscere io: Meher Baba, Ramana Maharshi, John Lilly, Timoty Leary, Lee Lozowick, Lahiri Mahasaya, uno Sheik Mevlevi, Gurdjieff....

I titoli dei Sacrifici:

0 Il sacrificio della Tranquillità

1 Il sacrificio della comodità (una vita d'austerità)

2 Il sacrificio dei desideri (una vita d'umiltà)

3 Il sacrificio delle abitudini (la vita del "contrary")

4 Il sacrificio della vita ordinaria

5 Il sacrificio delle tendenze

6 Il sacrificio del controllo

7 Il sacrificio delle relazioni

8 Il sacrificio del proprio posto nel lavoro

9 Il sacrificio della sanità

10 Il sacrificio della coscienza

11 Il sacrificio del guru

12 Il sacrificio dell'esistenza

13 Il sacrificio della salute

14 Il sacrificio del cuore

15 Il sacrificio della speranza

16 Il sacrificio dell'autocompatirsi

17 Il sacrificio della sofferenza e della disperazione

18 Il sacrificio della redenzione

 

Che altro? Aspettando la possibilità che qualcuno o qualcosa crei la necessità di tradurre tutto questo libro, (o che chi vuole se lo ordini in versione originale--Gatways Books and Tapes) traduco qui sotto il Sacrificio Zero, integralmente:

 

"Il primo sacrificio, l'uomo ordinario non può farlo da sé.... un altro deve farlo per lui. Ecco perché il primo sacrificio ha il numero zero. Il Sacrificio della Tranquillità è prodotto dalla semplice esposizione alla possibilità di conoscenza, ottenendo così la prima opportunità per la trasformazione. Nel diagramma di certi processi alchemici solitamente viene mostrata una caverna in cui lo sperimentatore sta entrando. Si suppone che egli attraverserà tutta la caverna fino all'uscita dalla parte opposta. La caverna è chiamata anche "Il Labirinto". Noi la chiamiamo il Corridoio della Pazzia. E' il periodo durante il quale la psiche viene 'mangiata' dall'essenza; quando le impressioni immagazzinate nei falsi centri vengono trasferite ai veri centri essenziali. Dopo ciò, l'essenza emerge come la forza attiva, piuttosto che passiva, che controlla l'organismo. Il corridoio dev'essere attraversato completamente da un capo all'altro, senza fermarsi, senza sviare in cerca di uscite laterali, senza voltarsi indietro o sperare in un aiuto dall'esterno. Non dobbiamo abbandonarci alla disperazione o cercare qualcosa per lenire o calmare, all'interno del corridoio. Questo è il vero significato dell'avvertimento del mago ad Aladino, nella caverna dei tesori. Nient'altro che il sentiero della lotta sarà efficace nel corridoio. La pazzia non diminuirà fin quando l'uscita viene raggiunta. Ecco perché l'essenza è esposta e sottoposta a test, prima che lo studente inizi il viaggio. Se l'essenza è troppo timorosa (o se si aggrappa alla propria sopravvivenza a scapito di altri esseri) non viene permesso l'imbarco per il viaggio sotto la guida della scuola, per quel momento. Mai viene permesso di mettere in pericolo il Lavoro"

. ....e uno del Sacrificio 18:

"Avvicinandosi all'uscita, non diventa più facile; diventa più difficile, molto più difficile. E questa, l'Ultima Tentazione, sembrerà la barriera più dura di tutte, perché è molto facile cadere per un solo momento. Ma alla fine del corridoio, 'trenta uccelli aspettano il tuo arrivo".

 

Il libro termina con questo.

 

Commenti? Il primo che mi affiora da quanto detto all'inizio del Sacrificio Zero, è che qualcuno ha già fatto questo sacrificio per me, dal momento che già mi trovo a leggere, ascoltare, conoscere questo. In effetti ho già sacrificato una vita tranquilla per questo.

E voi?

Bar-du-Jaz Servo vostro