Girando per S.Francisco, nel mitico quartiere
di Haight Hashbury, ancora variopinto e pieno di "drop out"
come ai tempi del "flower power", dei Grateful Dead e dei Jefferson
Airplane, di Jerry Rubin e dei primi vagiti del "movement",
entrai in un negozio di libri usati, dove trovai ed acquistai una copia
di "The Center of the Cyclone" (An Autobiography of Inner Space)
di John C. Lilly, edita nel 1972.
John Lilly, nato il 6 Gennaio 1915 a St. Paul, Minnesota, si
è laureato al California Institute of Technology ed ha ricevuto
il suo Dottorato in Medicina dall'Università di Pennsylvania
nel 1942.
Ha lavorato in vari campi di ricerca della scienza: biofisica, neurofisiologia,
elettronica, neuroanatomia; ha fatto molti anni di studio e ricerca
sulla solitudine e sull'isolamento. É anche psicoanalista.
Dopo 12 anni di ricerca sulla possibilità di
instaurare una relazione tra due specie intelligenti (dando origine
alla Fondazione Uomo-Delfino), ha passato 2 anni all'Esalen Institute
(Big Sur, California) come leader di gruppi terapeutici e 8 mesi ad
Arica (Cile) lavorando con Oscar Ichazo, il maestro di una moderna scuola
esoterica della tradizione mistica. Ha scritto libri come "La comunicazione
tra l'uomo e il delfino" (Cesco Ciapanna, 1981), "Programming
and Metaprogramming in the Human Biocomputer" e questo "Center
of the Cyclone", la sua autobiografia fino al 1972. In seguito
ha pubblicato anche "The Deep Self"(Profound Relaxation and
the Isolation Tank Tecnique - 1977) e The Scientist(A Novel Autobiography
- 1978).
Conoscevo già Lilly per i suoi studi sulla comunicazione inter-specie
(per i suoi esperimenti con l'LSD (anche con i delfini) e per essere
l'inventore della "vasca d'isolamento", detta anche "vasca
di deprivazione sensoriale" e chiamata negli ultimi tempi "vasca
di galleggiamento" (floating tank).
La vasca di galleggiamento era (ed è ancora) un attrezzo per
creare intorno a se' una condizione "neutra", con una riduzione
al minimo di stimoli esterni di natura sensoriale, e per aiutare a perdere
in brevissimo tempo la coscienza del proprio corpo, simulando un fluttuare
nello spazio mediante un'alta concentrazione di sali nell'acqua dove
si galleggia, che è alla esatta temperatura corporea.
In questa sua autobiografia Lilly racconta i primi esperimenti:
"Quando ero all'Istituto Nazionale di Salute
Mentale a Bethesda, Maryland, nel 1954 a lavorare sulla neurofisiologia
del cervello, concepii una nuova serie di esperimenti.
In breve, i precedenti neurofisiologi [...] avevano ipotizzato che il
cervello sta sveglio a causa degli stimoli esterni che arrivano attraverso
gli organi terminali del corpo. In altri termini, è necessaria
una stimolazione esterna per mantenere il cervello in uno stato di veglia.
L'ovvio esperimento era quello di isolare l'uomo da tutti gli stimoli
esterni fino ad un limite fisicamente sopportabile, e vedere quali stati
ne sarebbero derivati."
Segue una descrizione dei primi tentativi di realizzare
una simile vasca, adattando delle vecchie maschere ad ossigeno allo
scopo di respirare sott'acqua e progettando imbracature che permettessero
al corpo ed alla testa di stare rilassati. Dopo una lunga serie di tentativi
John Lilly è in grado di galleggiare.
"Più tardi, questi esperimenti furono
chiamati "deprivazione sensoriale". Non ho mai sentito alcun
effetto di deprivazione. In assenza completa di stimoli esterni trovai
che al posto di essi si costruisce molto rapidamente una consapevolezza
molto elevata ed una crescente esperienza sensoriale. Entro le prime
ore di esperimento trovammo che non c'era alcuna tendenza ad addormentarsi.
La teoria originale era sbagliata. Non c'è bisogno di stimoli
esterni per restare svegli.
Dopo qualche decina di ore di esperienza, incontrai fenomeni che erano
stati descritti in precedenza da varia letteratura. Passai attraverso
stati come di sogno, stati come di trance, stati mistici. In tutti questi
stati ero totalmente intatto, centrato; ero lì. In nessun momento
persi la consapevolezza dell'esperimento. Una parte di me sapeva sempre
che ero sospeso nell'acqua al buio ed in silenzio.
Passai attraverso esperienze in cui altra gente apparentemente si univa
a me in questo ambiente scuro e silenzioso. Potevo davvero vederli,
sentirli, ed ascoltarli. Altre volte passai attraverso sequenze di sogno,
sogni ad occhi aperti, come li chiamano ora, in cui guardavo le cose
succedere. Altre volte sembrava che mi sintonizzassi con reti di comunicazione
che sono normalmente sotto i nostri livelli di consapevolezza, trasmissioni
ci civiltà molto oltre la nostra. Feci ore di lavoro sui miei
impedimenti a comprendere me stesso e sulla mia situazione di vita.
Senza saperlo, feci ore ed ore di meditazione, concentrazione e contemplazione.
Fu solo dopo, leggendo la letteratura che trovavo, che realizzai che
gli stati in cui ero entrato somigliavano quelli ottenuti con altre
tecniche.
Nel 1958 lasciai gli Istituti Nazionali di Salute e mi trasferii alle
Isole Vergini. Non fu prima del 1964 che riuscii a costruire un'altra
vasca e ad introdurre l'LSD nell'esperimento di solitudine ed isolamento...."
Si capisce che ogni tipo d'esperimento è possibile nella vasca,
dagli allucinogeni alle sedute di sesso tantrico...
Nei miei giri in California ho avuto modo di conoscere
Glenn Perry, l'ingegnere che fornì il "know-how" tecnico
per la realizzazione della vasca e che è adesso colui che ancora
produce e vende la vasca originale, con il nome di "Samadhi Tank".
Esistono anche altri modelli basati sullo stesso principio (anche in
Italia), ma ho constatato che il modello originale è completamente
affidabile dal punto di vista tecnico e funzionale, mentre i modelli
prodotti da altri, oltre ad essere molto più cari, presentano
delle noie tecniche non ancora risolte. Conoscevo già anche la
vasca, avendola vista nel film "Altered States" (Stati di
allucinazione) di Ken Russell, che poi non è altro che la storia
di John Lilly molto romanzata e, devo dire, fatta apposta per intimorire
e scoraggiare esperimenti del genere; ma la prima metà del film
è abbastanza verosimile.
Comunque, il mio interesse nello scrivere questo articolo
è motivato soprattutto dall'opportunità che il libro di
Lilly mi fornisce di parlare dello spirito di ricerca che muove qualcuno
a sperimentare con stati "altri"; della pazienza, dell'attenzione,
della modestia, del tentativo di essere oggettivi di fronte ad esperienze
"far out", delle mille sottigliezze implicate nel muoversi
in territori che sono molto oltre il limitato settore umano.
Avendo scelto di parlare di un libro di 25 anni fa (che riporta esperienze
di 30-40 anni fa), vorrei far notare come non è nuova la voglia
di sollevare il velo di Maya per vederle le cosce, come esistano antichi
miti che parlano di vestiti invisibili dell'imperatore, che tutti vedono
per convenzione sociale e condizionamento, e che in realtà non
esistono, come i bambini sanno vedere benissimo.
Le mappe di viaggio sono state lasciate per chi sa trovarle e leggerle.
Ci vuole esperienza, bisogna aver visitato il Paese delle Meraviglie
molte volte per cominciare ad orientarsi in quei territori per noi alieni;
è utile e fa risparmiare tempo e fatica il conoscere in anticipo
usi e costumi degli abitanti, convenzioni e regole che possono esser
vigenti; non ci vorremo far arrestare subito dal mazzo di carte che
sono le guardie della Regina, eh?
Molti aspetti e dettagli dei "consigli per il viaggio",
sia da Lilly che da altri esperti viaggiatori, sarebbero interessanti
da conoscere per chiunque voglia sperimentare altri stati di coscienza,
e mi piacerebbe che questo tipo di informazioni fossero disponibili
per chi se ne può voler servire. Ma questo libro non è
mai stato tradotto in Italia ed anche in U.S.A. è fuori catalogo.
(Aggiornamento: "Il centro del
ciclone" E' tradotto adesso in italiano! Edizioni Crisalide)
L'uomo come bio-computer
.
La sua idea-metafora è che ogni essere umano è programmato
e condizionato da fattori di tutti i tipi (questo non è una novità)
e per questo egli lo chiama "il bio-computer umano".
É come se nei teneri anni della nostra formazione, per diventare
adulti ci fossimo riforniti di un certo numero (piuttosto limitato,
5 o 6 al massimo) di programmi software da usare nella vita.
Lilly dice che siamo tutti schiavi dei nostri "loops", modelli
ripetitivi che abbiamo tendenza ad usare in modo sempre uguale; risposte
e reazioni che abbiamo imparato ad usare per interagire con le situazioni
della vita che ci si presentano. Essendo l'essere umano ordinariamente
molto pigro, abbiamo sempre la tendenza ad usare in tutte le situazioni
questo nostro limitato repertorio di "loops" che ci siamo
programmati, anche quando le situazioni che si presentano sono completamente
nuove e richiederebbero l'uso di qualche nuovo programma più
adeguato.
Uno dei nostri problemi come viaggiatori nell'ignoto sta nel fatto che
abbiamo tendenza a ripetere vecchi modelli di comportamento anche in
presenza di situazioni in cui non si può mai sapere cosa ci aspetta
o quale vantaggio potremmo trarre dall'agire in modo adeguato e non
automatico.
Affrontare qualsiasi cambiamento, intraprendere viaggi nell'ignoto è
una questione di disattivare in qualche modo qualche vecchio programma
(de-programmare) per inserire qualche nuovo programma più nuovo,
più versatile, più funzionale ecc. nel proprio bio-computer.
Anche questo non è una novità ed è usato in molti
campi, fra cui quello della psicologia. Quello che diventa interessante
e non molto esplorato a livello di massa è come si possono usare
alcuni semplici programmi per prepararsi ad affrontare un viaggio nell'ignoto,
o senza scomodare dimensioni incommensurabili, come sia possibile migliorare
la nostra efficienza anche qui nel settore umano.
La tabella di classificazione degli
stati di coscienza
Un altro aspetto interessante del libro è tutta
la seconda parte dedicata ad una classificazione comparata degli stati
di coscienza usando i numeri dei livelli di vibrazione secondo Oscar
Ichazo, secondo G.Gurdjieff e secondo i sistemi di tradizione orientale.
John Lilly impara da Oscar Ichazo un tale modo di classificare
gli stati di coscienza, lavorando con lui ad Arica, Cile nei primi anni
settanta.
Oscar Ichazo viene definito come un maestro sufi di quarta via, allo
stesso modo come si potrebbe definire tale anche George Ivanovitch Gurdjieff;
ma Ichazo voleva che ci si riferisse al suo insegnamento semplicemente
come "La Scuola".
Per saperne di più sui numeri di vibrazione di Gurdjieff, vedere:
P.D. Ouspensky "La Quarta Via" e "Frammenti di un insegnamento
sconosciuto", entrambi Ed. Astrolabio-Ubaldini.
Comunque... pare che i sufi abbiano delle conoscenze nel campo della
psicologia umana, tali che Freud, Reich e Jung al loro confronto sarebbero
solo dei bambini di prima elementare che hanno appena imparato a scrivere...
Anche il buddismo nasconde dietro i miti esotici delle divinità
e dei demoni del suo "gotha" precisi riferimenti alla situazione
"non di qualcun altro" e non "su qualche altro pianeta"...
Nella tabella noterete che gli stati sono paragonati al purgatorio o
all'inferno. Questo, a mio modesto avviso, va preso alla lettera. Quando
siamo in un certo stato, siamo davvero in paradiso, o all'inferno: non
c'è altro paradiso e inferno che su questa terra.
Quello che trovo interessante di questo tipo di tabelle è il
tentativo di "mappare" dei meta-spazi di coscienza umana con
un ristretto numero di aree, cioè di creare un sintetico modello
su cui è possibile lavorare praticamente.
Come dire che tutto il paradiso si può "grossolanamente"
dividere in 7 livelli, e l'inferno in n gironi infernali. Quest'idea,
Dante Alighieri l'aveva imparata, proviamo a indovinare.... dai sufi
medioevali.
Psicologia applicata, dunque, oltre che mito e poesia.
Ecco la tabella:
|
Livello di vibrazione Gurdjieff
|
Stato di coscienza Lilly
|
Tipo di Samadhi
*da: "La scienza dello Yoga" di Taimni
|
Descrizione dello stato e topologia
|
|
3
|
+3
|
Dharma-Megha Samadhi
|
Diventare il Ma'dhi. Fusione con la mente universale, unione
con Dio; Essere uno dei creatori dell'energia dal vuoto.
Nel centro spirituale Ma'h al di sopra della testa.
|
|
6
|
+6
|
Sasmita nir bija
|
Diventare il Budda. Una sorgente puntiforme di coscienza, energia,
luce e amore. Punto della coscienza, viaggio astrale con chiaroveggenza
e chiarudienza, fusione con altre entita' nel tempo.
Nel centro mentale Path nella testa.
|
|
12
|
+12
|
Sananda
|
Stato di benedizione, diventare il Cristo, il qutub verde, attuazione
di baraka, il ricevere la grazia divina, amore cosmico, energia
cosmica, elevata consapevolezza del corpo, funzionamento ottimale
della coscienza corporea e planetaria, essere innamorati, essere
in positivo stato energetico di Lsd.
Nel centro emotivo Oth nel petto.
|
|
24
|
+24
|
Vicara
|
Il livello di coscienza del Satori professionale, o di base.
Tutti i programmi necessari sono nell'inconscio del biocomputer,
ed operano in modo liscio; il se' si perde in piacevoli attività
chre conosciamo meglio e che ci piacciono.
Nel centro motorio Kath nel basso ventre.
|
|
48
|
±48
|
Vitarka
|
Lo stato neutro del biocomputer; lo stato per l'assorbimento
e la trasmissione di nuove idee, per ricevere e trasmettere nuovi
dati e nuovi programmi; insegnare e imparare con la massima facilità,
in uno stato né negativo né positivo, neutro.
Sulla terra.
|
|
96
|
-24
|
*gli stati negativi non hanno una vera locazione,
si immaginano situati nella stessa regione del corrispondente stato
positivo. |
Stato negativo. Dolore, colpa, paura. Fare quel che
abbiamo da fare, ma in uno stato di dolore, colpa paura. Lo stato
di aver bevuto un po' troppo alcool, o di una piccola quantità
di oppiacei, o i primi stadi della mancanza di sonno. |
|
192
|
-12
|
|
Stato corporeo estremamente negativo, mentre si è
ancora nel corpo; come un attacco di emicrania, in cui la coscienza
si contrae e si inibisce, e resta presente solo in relazione al
proprio dolore. Il dolore è tale che non si riesce a lavorare
e a fare i propri compiti. Si pone una limitazione su di se', si
è isolati, in cattivo stato interiore. |
|
384
|
-6
|
|
Simile a +6, eccetto per il fatto che è estremamente
negativo. Una siruazione tipo purgatorio, in cui si è solo
una sorgente puntiforme di coscienza ed energia. Dolore, colpa,
paura estrema. Preponderante mancanza di significato. |
|
768
|
-3
|
|
Come +3, nel senso che si è fusi con altre
entità per tutto l'universo, ma esse sono tutte cattive e
siamo anche noi cattivi e insignificanti. Questa è la quintessenza
del male, il più profondo degli inferni che si possa concepire.
Può essere uno stato di profonda energia che dura in eterno,
anche se, misurato con l'orologio, ci si trova lì solo per
pochi minuti. Nessuna speranza in tale stato. Nessuna speranza di
sfuggire. Si è lì per sempre. |
| |
|
|
Pubblicato in "Il centro del ciclone",
edizioni Crisalide, 1997.
In origine, 1972, John C. Lilly, M.D.
|
Secondo la classificazione degli stati di coscienza
messa insieme da Lilly, a metà fra stati elevati (+3, +6, +12,
+24) e stati bassi di coscienza (-24, -12, -6, -3) c'è uno stato
chiamato ±48, che non è né positivo né negativo,
ma è uno stato di coscienza in cui, secondo la definizione di
Lilly, "possiamo operare il nostro bio-computer umano in modo
completamente razionale, senza presenza di emozioni positive e negative.
Le emozioni sono in uno stato neutrale, eppure l'energia può
essere alta. A questo livello si possono assorbire dati, programmi,
metaprogrammi. Inseriamo nuovi metaprogrammi nelle banche di memoria
del proprio bio-computer. Si può essere in questo stato anche
mentre diamo nuove idee ad un'altra persona. Uno dei modi per provare
se si è al livello 48 è di osservare la nostra interazione
con un'altra persona. Se non c'è relativamente nessuna emozione
presente, sia in senso di piacere che in senso negativo, si dovrebbe
essere a livello 48, qualunque sia la sua qualità. A volte è
difficile sapere se le parti del proprio bio-computer che sono al di
fuori della propria consapevolezza operino effettivamente a livello
48. Se qualcuno è nelle grinfie di qualche programma dell'ego
ed è identificato con esso, l'ego stesso può urlare: "Sono
a livello 48!" quando invece è veramente a qualche altro
livello, -24 o più basso. Per essere davvero ad un livello compreso
tra 48 e +3, bisogna essere veramente sinceri con se stessi e non far
finta o credere di essere a quel livello. Un livello 48 pulito ha già
davvero poca di questa spazzatura restante."
Per stabilire dei nuovi programmi (si direbbe nuovi condizionamenti)
più funzionali a stati elevati Lilly fornisce molti utili esercizi
mentali, che mediante ripetizione o anche semplice lettura, dispongono
la mente ad operare su basi più funzionali e finalizzate ai nostri
possibili scopi, tra cui uno fondamentale è di riuscire ad operare
almeno a livello 48. Dice Lilly che la capacità di usare il 48
si migliora prima di tutto con l'esercizio fisico, e poi con gli esercizi
mentali.
"Per pulire il proprio bio-computer fino al punto in cui il
proprio 48 è una cosa unitaria con una direzione singola e ben
organizzata, si devono fare esercizi mentali quanto fisici. Ci sono
letteralmente migliaia di esercizi mentali. Alcuni si trovano nello
Jnana Yoga, alcuni negli scritti di Gurdjieff e dei suoi seguaci come
Ouspensky ed Orage. Alcuni sono inclusi sotto titoli come "Preghiera
Cristiana", per quanto si potrebbe obiettare che si tratta di esercizi
spirituali più che mentali o intellettuali. Alcuni che ho trovato
più utili li ho dati nel mio libro "Programming and Metaprogramming
in the Human Biocomputer" e nei miei seminari. Altri esercizi mentali
utili, derivati dagli insegnamenti di Oscar Ichazo, sono le "mentazioni"
e le deviazioni dell'ego dalle mentazioni."
Anche nel "Centro del ciclone" si trovano
numerosi esercizi mentali da poter utilizzare direttamente. Uno di questi,
mirante a stabilire una buona motivazione che lega tutti i livelli da
48 a +3 e sviluppa l'operatività dell'Essenza (assente nei livelli
negativi) implica di assumere il seguente metaprogramma:
"Io mi sto muovendo verso l'Essenza; sto
programmando la mia vita per vedere la vera realtà dell'Essenza;
farò qualsiasi cosa necessaria per entrare nell'Essenza".
"...Nei livelli negativi -24, -12, -6, -3 dominano
i metaprogrammi dell'ego, del negativo, al di sotto del livello vibrazionale
48. Il livello dell'ego è quello in cui si ha la credenza di
essere una potente entità indipendente che non ha bisogno di
un sistema, non ha bisogno dell'Essenza, non ha bisogno di alcuna idea
di creatori, non ha bisogno degli stati mistici. La lista è senza
fine, ma ecco un campione dei programmi in negativo dell'ego (i miei):
"Io finisco con la fine del corpo. [...] Non ci sono creatori;
non c'è un principio che guida; non c'è nessuna legge
che ci forma. Non c'è l'Essenza; c'è solo la danza termica,
la definitiva morte termodinamica dell'universo con la lenta crescita
dell'entropia. [...] Non c'è vita dopo la morte; non c'è
vita eterna per alcuna porzione della nostra coscienza. Non c'è
spiegazione alle nostre origini, o a quelle dell'universo. Siamo un
incidente senza scopo."
Gli esercizi mentali di Lilly possono prendere spunto
dai più classici temi di meditazione orientale "Chi sono
io?", a cui Ramana Maharsi risponde: "Non sono colui
che vede. Non sono colui che è visto"; ed a cui John
Lilly risponde: "Io non sono il mio corpo, non sono il mio cervello,
non sono la mia mente; non sono la mia opinione di me" per
poi formulare la ri-programmazione come: "Il mio cervello è
un enorme bio-computer. Io sono il se' metaprogrammatore in questo biocomputer.
Il cervello è alloggiato nel corpo. La mente è il software
del computer".
Credenze senza confini
Un altro metaprogramma, "Beliefs Unlimited"
che combatte contro un'altra bestiaccia al servizio dell'ego è
quello che tenta di far andar oltre le proprie attuali credenze strutturate,
e comincia così:
"Nella sfera d'azione della mente, ciò
che si crede essere vero è vero o diventa vero entro certi limiti,
che sono da scoprirsi con l'esperienza e sperimentalmente. Questi limiti
sono credenze che devono essere trascese.
Nascosto dal proprio se' sta un assortimento nascosto di credenze che
controllano il proprio pensiero, le proprie azioni e i propri sentimenti.
L'assortimento nascosto delle credenze segrete è l'assortimento
limitante delle credenze che devono essere trascese.
Per trascendere il proprio assortimento limitante, si stabilisce un
assortimento aperto di credenze riguardo all'ignoto.
L'ignoto esiste nelle proprie mete di cambiamento del proprio se', nei
mezzi per il cambiamento, nell'uso degli altri per cambiare, nel proprio
orientamento verso il cambiamento, nell'eliminare gli impedimenti al
cambiamento, nell'assimilare gli aiuti per cambiare, nell'usare l'impulso
a cambiare, nel proprio bisogno del cambiamento, nelle possibilità
di cambiamento, nella forma del cambiamento stesso, e nella sostanza
del cambiare e del cambiamento. [...]"
Eccetera, eccetera...
Deprogrammare... riprogrammare....
Allora, ricapitoliamo cosa dice il dottor John Lilly,
in seguito ai suoi studi sull'intelligenza dei delfini, sugli stati
di deprivazione sensoriale con l'aiuto della "vasca di galleggiamento"
e sugli stati psichedelici:
L'uomo (e la donna) è un bio-computer sul quale girano 5 o 6
programmi che si sono installati nei primissimi anni di vita (Programmazione).
In base a questi programmi (vecchi "loops" ripetitivi) l'uomo
risponde a tutti i tipi di stimoli che gli si presentano nel corso degli
eventi, ed ha instaurato una serie di memorie che gli permettono di
identificare ogni presente stimolo con un giudizio già codificato
in una di queste memorie (es. "questo stimolo pare simile ad altri
798 precedenti che causavano dolore...") ; automaticamente s'innesca
una reazione standard di difesa, e l'uomo esce dalla zona pericolosa,
dove avrebbe forse potuto ammirare qualcosa a lui ignoto .... (Error,
Comando sconosciuto, il sistema non risponde...). (Funzionamento automatico
dei programmi).
Per uscire da questo circolo automatico e vizioso, l'uomo desideroso
di evolversi dalla meccanicità sceglie volontariamente di affrontare
l'esplorazione di altri stati di coscienza a lui ignoti. Uno degli scopi
di ciò sarebbe di acquisire la capacità di saper vedere
oltre il suo limitato punto di vista individuale e di imparare ad assumere
molteplici punti di vista, equivalenti, nel campo della sopravvivenza
planetaria, a infinite chances in più per l'individuo di cavarsela
in un mondo di esseri meccanici. (Necessità/Bisogno/Voglia/...
di cambiar programmi)
Un tale individuo impara a "viaggiare" servendosi di alcuni
strumenti, o "fattori d'assistenza", come (nel caso di quelli
usati e proposti dal Dr. Lilly):
- la vasca di deprivazione
sensoriale (un "fattore d'assistenza" per poter
molto più facilmente riuscire a perdere l'identificazione
con il proprio corpo);
|
- gli psichedelici
(di cui sarete forse più esperti di me nel conoscere
ciò che facilitano);
|
- una buona sequenza di esercizi
psicofisici (Yoga, Bioenergetica, Tai Chi, Pranayama...)
che mantengano la macchina umana più fluida per lo scorrimento
di energie e più flessibile al cambiamento. (Il Dr. Lilly
le chiama "Gym");
|
- le "mentazioni",
specie di meditazioni in cui ci si ripete una o più frasi
di vario tipo.
|
Le "mentazioni"
1) mentazioni in cui si cerca di de-condizionarsi da
certi programmi fin qui consolidati. Esempio di mentazione, "Io
non sono questo corpo; non sono questa mente, ecc." che ci
predispone all'idea che potremmo passare un minuto o due in uno stato
ben differente dalla nostra consueta "auto-identificazione con
noi stessi";
2) mentazioni per stabilire nuovi meta-programmi di funzionamento della
persona. Esempio, "Avere fiducia che il corpo porti avanti da
solo le sue funzioni; lasciarlo parcheggiato ed andare in altri spazi;
in caso di emergenza sarete riportati al vostro corpo".
3) mentazioni preparatorie alla vista di panorami spazio-temporali inusitati
ed alieni, del tipo: "Sono al di là della nostra galassia,
al di là delle galassie come noi le conosciamo. Il tempo accelera
fino a 100 miliardi di volte. L'intero universo collassa in un punto.
C'è una tremenda esplosione e fuori da quel punto esce materia
ed energia positiva, che sprizza nel cosmo a velocità fantastiche.
Dalla parte opposta, dal punto fuoriesce antimateria che schizza nella
direzione opposta. L'universo si espande fino al suo massimo e poi collassa,
e si riespande tre volte. Durante ogni espansione, le Guide dicono:..."
(il seguito a fra poco).
4) mentazioni "di mantenimento" (il tagliando) sull'illusione
e la relatività di tutto ciò, da un sano non-punto-di-vista
come "Nella zona d'influenza della mente, ciò che uno
crede essere vero è vero o diventa vero entro certi limiti; questi
limiti vanno trovati tramite l'esperienza e la sperimentazione. Questi
limiti sono credenze che vanno trascese", poiché i sistemi
di credenze (qualunque sistema di credenze) "controllano i nostri
pensieri, le nostre azioni e i nostri sentimenti".
Le mentazioni in generale facilitano l'instaurarsi di
nuovi "loops" (Ri-Programmazione) che, pur avendo sempre tendenza
a diventar ripetitivi, saranno usati più spesso in quanto più
consoni ad una situazione di vita più dinamica, meno rigida ed
identificata, più trascendente, più saggia e ricca di
informazioni di prima mano. Più consoni ad un atteggiamento di
Lavoro.
Bene, visto che questo vecchietto si è dato la
pena di studiare tutta la vita con questi stati e di scriverci pure
qualche libro, potremmo anche usarlo come torre di controllo, che ci
invia dati sulla navigazione a bordo di questo veivolo che ci è
stato fornito da madre natura.
Potremmo per esempio chiedere, ad un certo punto del viaggio "Dove
mi trovo in questo preciso momento? In quale "stato" mi trovo?
sarò sulla California o sull'Himalaya? Riuscirò ad atterrare,
dopo dodici ore di volo, sul suolo sicuro di Casamia, o piuttosto mi
sfracellerò sulle dure rocce di Badegotrip? Riuscirò a
risalire fino all'altezza +24, da cui tentare un atterraggio di fortuna
nella libera Terra-del-Qutub-Verde a livello +12? Dove mi trovo? Torre
di controllo... "
Può anche darsi che alla fine ci si accorga di non essere proprio
dove si credeva di essere, ma di esser capitati nel peggior inferno
terrestre spazio-temporalmente disponibile (-3). Avete visto il film
"Dead Man" di J. Jarmush?
E' possibile che qualche Guida ci venga in aiuto...
Il Dr. Lilly, diciamo da un certo trip in poi, aveva
incontrato, diciamo nell'iperspazio, due Guide che si prendevano cura
di lui durante i viaggi più spinti.
Durante una delle espansioni e contrazioni dell'universo, di cui abbiamo
iniziato a leggere poco più sopra, le guide dicono, indicando
una piccolissima fetta di tempo-spazio: "L'uomo appare qui e scompare
qui".
Allora Lilly chiede: "Dove va l'uomo quando scompare,
fin quando è pronto a riapparire di nuovo?"
E loro rispondono: "Siamo noi".