"Absolutely
fascinating stuff..." Colin Wilson
"La Macchina Biologica Umana come Apparato
di Trasformazione" mette a fuoco la
macchina. Non si addentra in nient'altro oltre
il ruolo del se' essenziale nell'attivazione della
macchina biologica umana come apparato trasformazionale.
Tutto il libro è incentrato sulla
relazione tra il se' essenziale e la macchina.
Nel secondo libro della Trilogia del Labirinto, "Vita nel Labirinto"
cominciamo ad espandere quell'idea, dando per scontato che che siete
già piuttosto esperti dello stato di
veglia, e sapete piuttosto facilmente come
utilizzare vari mezzi, come l'uso del "cronico" come indicatore: "acqua,
fuochino, fuoco".
"Vita nel Labirinto" dà per
scontato che abbiate qualche abilità nello stato di veglia, ed
inizia ad
esaminare la vostra vita come viaggiatore,
non la vostra vita come macchina (biologica umana). Non otterrete la
libertà dalla macchina finché
non userete la macchina strettamente come un apparato di
trasformazione, ma una volta in grado di farlo,
potete riacquistare le vostre abilità come
viaggiatore essenziale non-fenomenico.
Nello stato essenziale non-fenomenico voi avete
il potenziale, come viaggiatore, per entrare
nel macrodimensionale - tutto ciò che
concerne il labirinto - mentre siete ancora coinvolti con
la macchina. Mentre siete ancora posseduti
dalla macchina, non c'è modo per voi di entrare
nelle macrodimensioni. Dovete avere abbastanza
libertà nell'essenziale, per entrare in stati o
in spazi macrodimensionali. A questo punto,
l'attenzione della macchina diventa
completamente irrilevante.
"Le macrodimensioni... "mormorò
E.J. "dove sono? Proprio lì davanti alla vostra faccia! Tutte
le 240 le pagine di "Vita nel Labirinto" possono essere sintetizzate
in una sola frase:
Perché il regno
è a portata di mano, e noi ci siamo già dentro".
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"Attenzione!!!
State
ora entrando nel settore non-fenomenico.
Non
sono ammesse macchine al di là di questo punto."
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