- La nostra coscienza ordinaria può esere paragonata
ad un lavoratore metalmeccanico che si é addormentato mentre lavorava;
eppure, solo perchè il lavoro continua e la macchina in un modo
o in un altro si arrangia a mantenere automaticamente il suo equilibrio,
noi non ci accorgiamo di esser caduti nell'ipnosi ambulatoria della
macchina.
- La macchina é condizionata a continuare le proprie
attività mentali, emotive e fisiche in modo del tutto meccanico.
Le ordinarie attività della macchina non richiedono la nostra attenzione
o la nostra presenza, neppure al più piccolo grado.
- Quando arriviamo per la prima volta al Lavoro,
siamo più animali che spirituali, poichè abbiamo sacrificato la
vera coscienza per uno stato in cui siamo guidati dalle attività
meccaniche, di routine, della macchina; essa fa girare la sua abituale
macina dell'oblio.
- E poichè la parte non-fenomenica di noi stessi,
per l'influenza ipnotica delle sensazioni, delle distrazioni e delle
seduzioni mentali, cade in identificazione con il sonno della macchina,
un giorno anche noi moriremo insieme alla macchina addormentata,
non avendo mai sperimentato cosa significa veramente essere vivi
dentro la macchina.
- Ordinariamente pensiamo di essere svegli, ma se
la macchina é addormentata non afferriamo cosa veramente ciò significhi,
e qui in effetti noi mentiamo a noi stessi. Il fatto é che noi cadiamo
in identificazione con le seduzioni sensoriali e le distrazioni
mentali della macchina fin dal primo momento della sua nascita;
e manteniamo ciò fino all'ultimo momento, quello della sua morte.
- Il primo indizio di coscienza reale avviene quando
la macchina viene risvegliata, con un mezzo o con l'altro, ed inizia
a funzionare come un apparato di trasformazione sul se' essenziale...
ciò che chiamiamo l'Essere. Nel corso della vita meccanica e di
routine, questo stato solo raramente avviene spontaneamente per
caso.
- Lasceremo a più tardi lo scopo di risvegliare
la macchina. All'inizio, sarà sufficiente sperimentare effettivamente
il sonno della macchina e vedere che la sua situazione può essere
cambiata con metodi specifici che chiunque può mettere in pratica
con un po' di addestramento.
- Ecco qui il piccolo esperimento più sorprendente
che mai incontrerete; con esso potrete vedere per conto vostro l'immediata
necessità di risvegliare la macchina.
- [Esercizio pratico n.1]
- Usando il vostro ordinario apparato visuale, vale
a dire gli occhi, seguite più intensamente possibile il movimento
della lancetta dei secondi di un orologio (o un Attenzionizzatore,
se per caso ne avete uno), cercando allo stesso tempo di sentire
la vostra presenza all'interno della macchina, nonchè i suoni, gli
odori, la temperatura, l'umidità e l'atmosfera ambientale in generale;
allo stesso tempo divenite acutamente consapevoli delle sensazioni
in costante cambiamento provate dalla pelle della macchina biologica,
le sensazioni degli organi interni, quelle risultanti dal passaggio
dei pensieri attraverso l'apparato mentale, e le emozioni che al
momento presente stanno passando nella macchina.
- Tutto questo mentre l'attenzione è intensamente
radicata sul rapido, inesorabile movimento della lancetta dei secondi
che si muove attorno al quadrante.
- Quando iniziamo per la prima volta i nostri sforzi
per risvegliare la macchina, l'unico risultato immediato è di accorgerci
presto che la volontà della macchina di dormire é di gran lunga
più potente della nostra volontà di svegliarla. Dapprima, il se'
non-fenomenico non può fare nulla, eccetto esercitare la sola volontà
che possiede: la volontà di attenzione.
- Poichè non abbiamo una volontà nostra fin quando
essa non sia stata intenzionalmente sviluppata, la nostra attenzione
é catturata dalle attività ed interessi che si originano all'interno
della macchina, la quale é anche sorgente di tutte le emozioni negative,
di tutti i processi mentali associativi e di tutte le manifestazioni
negative.
- Dunque ciò che abbiamo é la volontà di attenzione.
Possiamo usarla attivamente per osservare la macchina biologica
umana e tutte le sue attività sia esterne che interne, sensa tuttavia
cercare di interferire direttamente nella vita della macchina.
- Questa sottile attività sembra niente, ma solo
il fatto che la stiamo osservando risveglia un po' la macchina;
la nostra osservazione attiva ha l'effetto, sebbene entro un lungo
periodo di tempo, di alterare ciò che viene osservato.
- Allo stesso tempo, possiamo usare questo esercizio
per raccogliere la forza necessaria ad esercitare una forma di volontà
più potente: la volontà di svegliare la macchina.... ma, come nella
ginnastica, questo tipo di volontà richiede tempo a svilupparsi.
Se una macchina addormentata non funziona come apparato di trasformazione,
l'anima ( la quale é esclusivamente ed interamente un prodotto
della trasformazione) non può formarsi, ed anche se lo potesse,
senza il fondamento e "cibo" per l'evoluzione, non potrebbe
evolversi. Se avessimo la volontà di risvegliare la macchina, solo
allora la vita significherebbe qualcosa.
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(Fine della seconda parte)
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