C’è una malattia
ben conosciuta in tutte le parti del mondo, chiamata mal d’occhio
o malocchio. Affligge i bambini piccoli, causando diarrea, vomito,
coliche e disidratazione; è causata da una persona che guarda
il bambino. Ecco tutto, se vogliamo semplificare. L’energia inconscia,
fuori controllo, dell’adulto viene prontamente assorbita dal bambino
sensibile. La riverberazione che essa causa si assesta e nel corpo
del bambino piccolo si crea tutta una serie di disturbi.
Si possono prendere
due misure di prevenzione per evitare il malocchio. Si può
legare un nastrino rosso al polso o alla caviglia del bambino; oppure
si può fare in modo che ogni persona che ammira il bambino
o anche solo lo guarda, lo prenda in braccio anche per pochi secondi.
Il nastro rosso afferra l’attenzione di chi guarda e la distrae dal
posare lo sguardo sul bambino. Tenere in braccio il bambino chiude
il passaggio dell’energia, creando un mini circuito per cui l’energia
messa involontariamente dall’adulto viene restituita.
La nostra attenzione
manda molta energia. Quando siamo ad un basso livello d’energia, mantenuto
dal livello d’attenzione automatico della macchina biologica, disperdiamo
l’energia in modo lento e costante. Ecco perché andare a Disneyland
è così stancante; non dipende dallo stare in piedi e
dal camminare. Si può fare il pieno d’energia mediante il passeggiare
o lo stare fermi in piedi, come in molte meditazioni Zen. La stanchezza
deriva dal modo inconscio e indiscriminato con cui l’attenzione visiva
è trascinata da un posto all’altro. Alla fine della giornata
abbiamo spedito onde di energia dappertutto e abbiamo ricevuto in
cambio solo spazzatura.
Perché succede
così? Questo spreco avviene quando, in mezzo alla nostra confortevole
attività quotidiana, vediamo un oggetto, una persona, una scena;
tramite l’attenzione mandiamo la nostra energia; naturalmente, allo
stesso tempo riceviamo energia da ciò che vediamo. Queste impressioni
dei sensi sono grumi d'energia che riceviamo né più
né meno come riceviamo del cibo. Questo è abbastanza
chiaro, ma perché quest’operazione crea spreco d’energia?
L’energia dovrebbe
fluire, dovrebbe andare e venire, allo scopo di chiudere il circuito,
creando uno stato di cose sinergico per cui il movimento d’energia
inizia a crescere: l’intensità con cui fluisce aumenta, così
come la velocità di vibrazione. Guardando un oggetto con l’attenzione
meccanica, noi inviamo una vibrazione di basso livello che viene assorbita
dall’oggetto a malapena. Quest’energia non ci può ritornare,
specialmente se ci siamo già spostati con la nostra attenzione
su un altro oggetto. Se guardiamo un fiore con un’attenzione minima,
il fiore non può riflettere molta energia verso di noi. Per
di più, quando guardiamo un fiore, non vediamo il fiore, ma
solo i nostri sogni, i nostri concetti, le nostre esperienze precedenti.
Costruiamo la nostra debole percezione con materiale morto proveniente
dal passato. Purtroppo non possiamo farlo risorgere a comando. Il
nostro chiacchierio mentale crea una barriera che impedisce il flusso
d’energia dalla nostra attenzione al fiore.
Questa stessa barriera
ostruisce il flusso d’energia dal fiore verso di noi. Perciò
le nostre percezioni del suo colore, della sua bellezza, della sua
natura mutevole sono deboli e vuote. Questo tipo di cibo non ci fa
crescere; questo è un digiuno percettuale. Se riuscissimo a
pulire le lenti, a rimuovere la barriera, saremmo capaci di impregnare
il fiore della forza essenziale dell’attenzione. Allo stesso tempo
la macchina potrebbe ricevere attraverso i sensi le impressioni nutritive
date dal fiore.
Ma quest’effetto,
la bellezza di questo circuito, avviene solamente quando aspettiamo
un poco di più. Percepiamo il fiore in silenzio, senza che
la mente ci chiuda fuori del momento presente. A nostra volta, impregnamo
il fiore della nostra energia attentiva. Poi aspettiamo che quest’energia
torni. In questo modo il ciclo energetico è completo. Questo
sì che è nutrimento!
Ma questo circuito
è a malapena sufficiente per creare un flusso d’energia più
o meno costante. È bastante per il nutrimento ed il mantenimento.
Si potrebbe essere interessati però ad un tipo di circuito
energetico che sia un mezzo per la trasformazione del se’. Il flusso
energetico capace di favorire ciò dovrebbe riuscire a guadagnare
maggiore spinta mentre conserva l’energia già accumulata, in
modo da creare un flusso energetico vivo, utile per il lavoro di trasformazione.
Possiamo produrre
il flusso d’energia trasformativa con una semplice tecnica che ci
è arrivata da molto lontano nel tempo. Questa tecnica produce
nel sistema uno shock consapevole, introducendo sia un fattore di
purificazione che raffina ulteriormente l’energia in circolo, sia
un fattore di resistenza che accumula l’eccesso d’energia, come in
una dinamo auto-alimentata, che ne cede un po’ alla volta in cicli
successivi.
Ecco la tecnica:
primo, rimuoviamo la barriera mentale creata dall’abitudine di preoccuparsi,
di classificare, di pensare al passato o al futuro, di distrarre l’attenzione,
di credere o non credere, e di identificare i propri pensieri ed aspettative
con l’oggetto che è sotto il fuoco dell’attenzione in quel
momento. Noi viviamo in una macchina biologica che è fatta
per eseguire questo tipo di lavoro in vece nostra, ma noi vogliamo
assicurare il brevetto prima di diffonderlo al pubblico. Nel
frattempo, potete contattare l’editore di questo articolo per maggiori
informazioni su semplici tecniche per giungere a questo stadio di
osservazione.
Secondo, occorre
porre la vostra piena attenzione su qualunque cosa capiti, un fiore,
un tramonto, gli occhi dell’amante, la foto del vostro bambino, il
vostro ombelico, questo articolo. Qualunque cosa.
Terzo, aspettate.
Permettete all’energia di iniziare a circolare.
Questo passo si realizza
quando avete la sensazione di essere in comunione con l’oggetto della
vostra osservazione (si può anche sentire come la sensazione
di essere solo con quell’oggetto, o dentro una bolla, o di fluttuare
a mezz’aria, o in molti altri modi in cui il denominatore comune è
che qualcosa attorno sembra esser coambiato).
Quarto, osservate
voi stessi durante il processo di osservazione. Ponete l’attenzione
su voi stessi. Questo processo si chiama ‘appercezione’. Non abbiamo
ancora sviluppato uno strumento istantaneo per aiutarvi in questo
stadio. Ci abbiamo provato, ma è così semplice che qualunque
macchina biologica, finora, è stata incapace di riprodurlo
all'istante. Abbiamo però un corso NON brevissimo, che insegna
a fare questo; per sapere di cosa si tratta fai click qui.
È quest’ultima applicazione di appercezione l’elemento che
permette al flusso d’energia di accumularsi e di purificarsi allo
stesso tempo. Creiamo così il desiderato effetto di purificare
il flusso d’energia in modo sempre crescente, che incrementa la velocità
di vibrazione mentre accumula la spinta che vince la forza d’inerzia.
Così il malocchio viene trasformato in un contemplazione angelica.
Gli effetti dell’applicare
questa semplice tecnica sono così numerosi e così profondi
che sarebbe un crimine punibile, in alcune società, il cercare
di spiegarli in un linguaggio parlato o scritto. Provate, e scrivetemi
le vostre osservazioni, domande o i vostri pettegolezzi.