..
L’UNICA PAROLA

C’è un nome di Dio che è segretissimo, il più segreto dei segreti.

Pronunciare quell’Unica Parola porta ad essere immediatamente unito con Dio.

Si raggiunge subito ed istantaneamente la realizzazione suprema.

Si pronuncia quell’Unica Parola e: ”Io ed il Padre siamo uno”.

Pronunciare quell’Unica Parola porta all’esaurimento di tutte le vite e tutti i perfezionamenti dell’anima. Finito. Pronuncia solo l’Unica Parola a voce alta, ed è tutto finito.

Ogni lettera è un numero, così come anche ogni parola è un numero. Trovare l’Unica Parola è come riuscire ad aprire una cassaforte scoprendone la combinazione.
 
 

L’Unica Parola -
Il Nome Segreto di Dio

C’è un’unica Sacra Parola, che se pronunciata conferisce sull’istante all’individuo che l’ha scoperta completa e permanente Realizzazione Suprema.
Non è necessario provare l’esistenza della Parola né della Perfezione che si raggiunge dalla sua scoperta, ci sono molti autorevoli riferimenti ad essa in tutte le Sacre Scritture, ed in ogni pratica che riconosce l’esistenza di Dio. Eppure la Via dell’Unica Parola, per il pubblico, è il metodo meno conosciuto rispetto ai Metodi attualmente in uso nell’universo.

Perché intraprendere la ricerca dell’Unica Parola?

Perché è il metodo più semplice, tra quelli a disposizione, e perché la differenza fra la puntata e l’eventuale vincita è stimolante. Evita tutte quelle altre discipline e ricerche di perfezione attraverso le quali passiamo normalmente nel giro di tante tante incarnazioni e vite. Una volta scoperta l’Unica Parola, l’universo è letteralmente tuo. Non sono necessarie altre pratiche: niente mantra, niente digiuni, niente esercizi fisici né alcuna particolare forma di speciali discipline. È sufficiente essere alla ricerca dell’Unica Parola e, come ho già detto, la sua scoperta esonera chi la trova dal compito di perfezionarsi attraverso molte vite. Egli, o ella, si autoconferisce istantanea e completa realizzazione in permanenza.

Come si scopre l’Unica Parola?

L’Unica Parola non viene mai data verbalmente da un individuo all’altro…. anche nel caso che l’Iniziato abbia voglia di condividere la Realizzazione con altri. L’unico modo di scoprire la Parola da un Iniziato è da parte del cercatore nel fare la domanda giusta. La domanda dev'essere espressa verbalmente, o con gesti, o con il cuore, ma dev'essere esattamente formulata.

Dove si può trovare la “Domanda Giusta”?

La domanda che solleciterà come risposta l’Unica Parola è formulata in modo piuttosto evidente nei Sastra e nei Veda, nella Bibbia Gnostica, nella Bhagavad Gita, nel Corano e nel Divan-I-Hafiz, ed io l’ho vista personalmente in molte altre Sacre Scritture. La Parola stessa non vi è stampata, ma viene accennata, e la domanda stessa appare in quei testi. I Cercatori dell’Unica Parola formano dei Gruppi di Studio, allo scopo di condividere il loro lavoro di ricerca della domanda contenuta nelle Sacre Scritture, sia leggendo, sia indicando possibili vie di studio. Tuttavia non è sufficiente sedersi davanti ad un Iniziato e leggere da queste scritture, per ottenere l’Unica Parola da esso. Il Cercatore dev’esser capace di estrarre l’esatta domanda dal testo della Scrittura. La domanda dev’esser nota al Cercatore.

Come fa l’Aspirante a scoprire l’Unica Parola?

Ci sono molte strade differenti a questa Unica Parola. Le pratiche della Wazifa, i “Nove Miliardi di Nomi di Dio” dei tibetani, gli studi della Cabala ed altri, tutti si fondano sul principio di scoprire l’Unica Parola, che è il più segreto di tutti i nomi di Dio. Meher Baba, che ha mantenuto il voto del Silenzio per molti anni, lo ha fatto per poter rompere alla fine il silenzio con l’Unica Parola. Prima o poi il Silenzio verrà rotto, a livello mondiale, ma nel frattempo dev’essere costruita una piattaforma per una “coscienza mondiale”, mediante lo sforzo individuale di porre termine alla sofferenza ed accettare la Suprema Realizzazione; e poi, come Iniziati, passando la Realizzazione agli altri, in modo che la possano raggiungere anche loro. Questo metodo supera perfino il Raggiungimento della Santità, ed il Bodhisattva perfino  i Saggi e gli Arhat. Si tratta della Realizzazione Suprema oltre la quale non c’è altro da raggiungere.

Come si comincia a scoprire l’Unica Parola?

Primo, comprendere che si tratta di una ricerca, proprio come un gioco di caccia al tesoro per trovare la domanda, per sollecitare la Parola da parte di un Iniziato; è simile anche ad una Sciarada, ma occorre comprendere che la Ricerca stessa è un mezzo di pagamento per la Suprema Realizzazione. Al momento di fare la Domanda Giusta, bisogna possedere sufficiente energia da superare l’Intervallo tra il proprio ego e la Parola che è il Nome Segreto di Dio. Per la Realizzazione Suprema, il prezzo va pagato alla Grande Natura; come quando si gioca d’azzardo e si vince, la moneta (il “chip”) con cui si è puntato dev’essere già sul tavolo, per poter incassare la vincita. Lo stesso, con la Suprema Realizzazione, c’è un pagamento al mondo che occorre fare in quel momento: si chiama “Baraka”, o “Shakti”, o “Grazia”, che il Cercatore si guadagna , proprio come il denaro o i beni materiali. Nessun altro può guadagnarla in vece sua.

Come si guadagna la Grazia?

Nel tentativo di raggiungere la Suprema Realizzazione mediante la scoperta dell’Unica Parola, si entra in relazione con un Iniziato. Tale incontro avviene in un posto speciale, una cella di meditazione, dove l’aspirante cerca di “carpire” la Parola segreta all’Iniziato durante un periodo di un’ora. Questo periodo di un’ora costa una donazione di 500.000 lire. La ragione di ciò è che questa ora divenga così importante per l’aspirante, che egli lavori molto duro; vale a dire, che renda l’evento più consapevole possibile. È anche il mezzo per cui ci si guadagna la Grazia necessaria per la Suprema Realizzazione Permanente. Guadagnandosi il denaro necessario per il periodo in cui egli può fare la domanda, l’aspirante si chiede costantemente: “Qual è quella Parola? Se solo potessi ottenerla prima di dover di nuovo sborsare 500.000 lire…” e altri pensieri simili. Ciò è normale, per quanto egoistico, poiché lavorare tutto il giorno per guadagnarsi da vivere, e poi devolverne una parte per ricercare l’Unica Parola, è un buon tipo di Karma Yoga. E chiedere a un altro, o a molti altri, la risposta dell’Unica Parola, questo è un tipo molto buono di Jnana Yoga. E sperare nell’aiuto di un Iniziato per la ricerca, questo è Bhakti Yoga. E studiare costantemente per cercare la domanda giusta, questo è Raja Yoga. E credere che una tale Realizzazione sia possibile mediante la conoscenza dell’Unica parola, questo è Kriya Yoga. Di fatto questo Metodo comprende tutti gli Yoga, in quanto porta al la Suprema Realizzazione stessa. Impegnarsi in un compito così difficile e forse senza speranza vuol dire trovare la Quinta Via, la Via dell’Arrendersi alla Ricerca. Si diviene così un membro della Carovana dei Cercatori della Verità e un Glorificatore del Nome di Dio.
Quando si pone la Giusta Domanda, per legge l’Iniziato deve pronunziare la Parola. A quel punto, anche se l’Iniziato non desiderasse parlare per qualche ragione, non avrebbe scelta, perché la Shakti scende al pronunciamento della domanda.
Questo fatto è menzionato anche nelle Sacre Scritture.
Qui, non è stata inclusa alcuna “prova” dell’esistenza di tale Parola, né alcuna prova che imparando questa Parola si ottenga la Realizzazione. È bene lasciare questo a voi; molte Scritture sono state scritte riguardo a questo Metodo, e ci sono riferimenti ad esso dappertutto. Occorre solo cercare, e trovare da soli. Se si è seri, non c’è ragione di non scoprire i fatti riguardanti questa ricerca.
Molte persone non si accorgono di essersi aperti la strada da soli. Quando vengono al mondo, mentre si muovono da un’incarnazione all’altra, fino alla fine del mondo, essi lasciano una “traccia” proprio come fa un orso nel suo ambiente; si aggira sempre in un luogo, poi si volta d’improvviso, ed è molto difficile da seguire. Il sentiero non è dritto, come molti credono, ma è stretto. Quando torniamo indietro in un sentiero, ripercorriamo i nostri stessi passi, e dunque dobbiamo avere la sensibilità verso i luoghi dove siamo stati prima, mentre torniamo indietro. Dobbiamo trovare e seguire ogni svolta, anche dove il sentiero ritorna su se stesso, o ci conduce attraverso un terreno molto impervio, o ci fa passare dei brutti momenti, o ci fa soffrire mentre torniamo indietro. Questa è la ragione per cui dobbiamo comprendere cos'è il karma. Quando torniamo sui nostri passi, anche verso l'inizio dell'avventura, dobbiamo attraversare tutte le nostre azioni passate in direzione della Sorgente, e se lungo il cammino abbiamo lasciato qualcuno arrabbiato o offeso da noi, dobbiamo incontrarlo di nuovo sulla via del ritorno. Se non lo abbiamo trattato bene, può crearci delle difficoltà, prima che possiamo oltrepassarlo. La storia del Labirinto e quella di Hansel e Gretel ci insegnano molto bene cosa ci accade sulla via del ritorno, ma ancora meglio è La Macchina Del Tempo di H. G. Wells,  poiché ci mostra che ciò che attraversiamo andando verso il “futuro” è anche quello con cui dobbiamo confrontarci tornando verso la Sorgente. A volte ci siamo lasciati dietro un tale caos che la nostra unica speranza è di poter raggiungere la Suprema Realizzazione senza dover ripercorrere i nostri passi. Questa è la Via dell’Unica Parola, ed è per il viaggiatore disattento, che non può permettersi di tornare sui suoi passi.
L’idea del raduno di gruppo e dello studio insieme è quello di raccogliere insieme delle risorse intellettuali, senza dimenticare che sarà molto utile ad ognuno il cercare di utilizzare anche gli altri centri, nella ricerca. Non si sa mai da dove verrà l’ispirazione; a volte l’indizio si trova nel mondo del sentimento, altre volte in quello del movimento e della sensazione. Ecco che abbiamo dunque altre due direttive di lavoro, in prospettiva di fare la domanda giusta. All’inizio non sembrano molto importanti, specie se si è abbastanza fortunati da trovarla mediante l’intelletto; ma dopo un po’ sicuramente vorremo introdurre anche queste altre due direttive di lavoro, nell’evenienza che una di esse ci dia l’indizio necessario.
La maggior parte dei metodi, pratiche ed “ismi” che s’incontrano lungo la via sono stati inventati per insegnare a compiere sforzi. Non sono intesi per mostrare veramente più del come e del cosa. A noi interessa anche mostrare il perché. Forse questo può rendere la ricerca più breve e meno dolorosa, ma non più facile e non senza sofferenza. Gli studi e gli sforzi compiuti nella ricerca sono chiamati “Sofferenza intenzionale” poiché non è una cosa che si fa ordinariamente; non ha alcun posto nella vita ordinaria dell’uomo. È una cosa che viene fatta in modo molto speciale, se a uno interessa molto il Mondo dello Spirito, e lo sviluppo del proprio Potenziale Spirituale.
Alla fine del sentiero, come pure all’inizio di esso, c’è un’unica parola. È una parola che uno dimentica, allo scopo di creare il sentiero. È l’ultima parola che uno sente nel mondo, nel momento in cui il sentiero termina…. Alla fine di tutte le incarnazioni mondane, alla fine di tutte le volte che uno vive una vita.
È sempre l’ultima parola, ed è sempre al termine del cammino. Quando dunque si ode questa parola, senza considerazione per dove eravamo prima che la parola fosse pronunciata, si è raggiunta la fine del sentiero. Ecco perché il pronunciare questa parola è la Realizzazione Suprema.

Vediamo cosa accade se usiamo l’analogia della cassaforte, dentro la quale c’è qualcosa che noi vogliamo raggiungere.
La cassaforte ha un lucchetto a combinazione, e non possiamo sapere quali sono i numeri che la fanno aprire. È anche bene che si sappia che la Libertà Spirituale è diversa da quella materiale. La prima implica di esser capaci di agire con la Legge. La seconda è completamente legata all’idea di “fuga”. Occorre distinguere tra libertà e fuga, prima di scoprire cosa c’è all’interno della cassaforte.
Comunque, in questa analogia, all’interno della cassaforte c’è l’Unica Parola.
La maggioranza delle persone del mondo se ne va in giro nella speranza che prima o poi riusciranno a sapere, solo mettendo le cose assieme in modo casuale. Questo equivale ad aggirarsi davanti alla cassaforte, aspettando che la porta cada da sola.
Altri cercano di mettere insieme ogni combinazione possibile, avendo da lungo tempo abbandonato la speranza di aprire la cassaforte, e forse hanno dimenticato come essa può essere aperta; vale a dire, con una domanda. Anche l’apertura della cassaforte è divenuta un mito…. In Alì Babà e i Quaranta Ladroni si trova quest’idea, ma in modo ingarbugliato. Molti hanno dimenticato che la ricerca è sulla domanda che dischiude la Parola, ed hanno cercato la Parola stessa, la quale non si può trovare in alcun modo senza la domanda. La Parola non diviene disponibile senza aprire la cassaforte.  Ci sono anche coloro che cercano di far esplodere la porta della cassaforte. Si tratta qui della Via dell’Occulto.
Ci sono quelli che implorano la cassaforte di aprirsi, strappandosi i capelli. Questa è la Via del Monaco. Poi ci sono coloro che cercano di tirar fuori i perni dai cardini della porta. Quella è la Quarta Via.
La Via dell’Unica Parola è così semplice che molti non la proveranno, pensando che la Suprema Realizzazione dev’essere complicata.