Ecco che sto aspettando E.J. Gold… a casa
mia, in Toscana. Sto aspettando che appaia sullo schermo del mio computer
il suo "avatar," come si chiamano i simbolini "smile" che denotano ogni
partecipante alla chat nel cyberspazio creato dal programma di chat visuale
The Palace, che uso da anni per lavorare e chiacchierare a distanza.
Ecco che appare! Si è collegato dalla California,
ed iniziamo a parlare, visualizzando ciò che diciamo nei fumetti che
escono dalle bocche dei nostri avatars.
Fabio: Buonasera, E.J.; grazie di essere
venuto a farti intervistare.
E.J. Gold: Ciao, Fabio; sono pronto
a rispondere alle tue domande.
F.: Vi presento E. J. Gold, lo Sciamano
ad Alta Tecnologia, un pioniere della ricerca nel campo degli stati
di coscienza, un insegnante di tecniche della trasformazione molto eclettico,
capace di adattare al presente tecnologie che tutte le autentiche tradizioni
hanno usato in passato. In che modo la tecnologia della rete e del cyberspazio
influenzano il lavoro di insegnante sciamanico?
E.J.: Per quanto riguarda il mio uso personale dell'elettronica
in generale, e dei giochi 3D e di Internet in particolare, queste cose
hanno cambiato molto poco il mio lavoro. Come si dice nel mondo militare,
quando è stato detto e fatto tutto, occorre ancora mandare la fanteria
a rastrellare le cose. E qualunque lavoro che valga tanto oro quanto
pesa è un lavoro fatto strettamente a mano; in breve, su misura. Questi
strumenti informatici offrono solo nuovi modi di comunicare vecchie
cose.

F.: Nella tua creazione, negli ultimi
30 anni, di libri, musica, teatro, arte e cyberspazi, in che modo il
mezzo specifico ha definito le idee che hai potuto presentare? C'è un
limite alla presentazione delle "idee di lavoro" dipendente dal mezzo
usato?
E.J.: Non ci sono limiti in nessun mezzo. Tutto quello
che fa il mezzo è di eccitare la mente, la quale prontamente allestisce
il suo spettacolino psichedelico.
F.: E quale mezzo hai trovato più efficace
per raggiungere la gente?
E.J.: Il mezzo che ho sempre trovato più efficace è
la radio, poiché permette alla gente di usare l'immaginazione, che supera
di gran lunga qualunque generatore speciale di effetti mai inventato.
F.: Capisco, è quello che "io" vedo
nella mia immaginazione… non necessariamente l'effettivo contenuto di
ciò che viene presentato.
E.J.: Esatto.
F.: Funziona sempre così, non è vero?
E.J.: Uno dei più grandi segreti che io abbia mai imparato
sulla letteratura viene da Damon Knight, che disse: "Una storia è solo
un modo per dare indicazioni al lettore sullo spazio che lo scrittore
ha dentro la testa".
F.: Come una mappa per esplorare un
luogo?
E.J.: Precisamente!
F.: Se è così, in che modo diviene possibile
costruire un'ambientazione per praticare il viaggio nel bardo in un
cyberspazio? Cosa si spera di realizzare nell'attraversare un mondo
virtuale? Com'è che questo addestra il viaggiatore?
E.J.: Questo è come chiedere cosa si spera di realizzare
nella pratica dello Zen. E' impossibile prevedere i risultati di questi
viaggi; essi variano da una manifestazione all'altra.
F.: Ah, dunque non c'è un parametro
fisso… non so se riesco a capire…….
E.J.: Cosa ti fa credere che io capisca invece? Tu mi
chiedi di rispondere alle tue domande, non di comprendere le risposte!
F.: Oh!
E.J.: La tua domanda non è abbastanza specifica.
F.: Capisco, proviamo in questo modo…
Come fa la gente ad addestrarsi ad una situazione di bardo, come quella
in cui si troverà nel momento della morte e nel dopo-morte, mediante
i tuoi giochi 3D? Ho in mente "Exploding Lips", che pare fino ad ora
il più completo tra i giochi inventati dal team G.O.D.D. Quali elementi
specifici contengono questi giochi, utili a questo? In che modo sono
educativi?

E.J.: Non "Exploding Lips"; "Slimeworld" è il gioco
più completo. E' una questione di violenza. Non so, per me Slimeworld
è preferibile tra i due, ma le vendite di Exploding Lips superano quelle
di Slimeworld di 300 a 1, perché in Exploding Lips c'è un nemico che
puoi vedere, oltre a quello nello specchio. C'è anche in Slimeworld,
ma non è così evidente. Ci sono 39 livelli in Slimeworld adesso, pronti
per il pubblico, ma dal momento che c'è stato pochissimo interesse verso
i miei giochi, non ne ho fatti più uscire da oltre un anno. C'è pieno
interesse solo nei giochi di tipo violento, e in quelli di tipo sportivo,
naturalmente. Forse un giorno la gente si interesserà ad un tipo di
giochi più gentile. Ma nel frattempo, pare che la violenza domini. Non
mi aspetto che le cose cambino molto presto. Il mio gioco preferito
in questo settore è Slimeworld, ma la maggior parte della gente trova
noioso andare in giro senza che nessuno gli spari addosso e senza dover
a sua volta sparare a qualcuno. Io trovo "rinfrescante" e perfino "rinvigorente"
se nessuno mi spara; ma al di là di ciò….. è tutta una questione di
gusti.
F.: Mi chiedo, correndo in giro dentro
un gioco, come avviene l'effettivo addestramento che poi si rivelerà
utile per un viaggiatore nel bardo?
E.J.: Beh tanto per cominciare, nel bardo reale non
si può sempre scegliere la propria guida; ed inoltre quelle guide possono
non essere così amichevoli come ti piacerebbe che fossero. Inoltre,
non c'è niente di meglio che giocare a qualcosa, per abituarsi a quella
cosa. Sai, è come fanno i gatti quando giocano con qualcosa di cui hanno
paura. Questo è ciò che i miei gatti mi insegnano; e per quel che ne
so, i gatti non hanno alcuna ragione di mentire.
F.: Dunque l'addestramento è per creare
una certa familiarità, più che delle abilità specifiche.
E.J.: Qui sono implicate anche delle capacità "di salto".
Direi che è una questione di "non essere sorpresi da niente, per quanto
altamente inaspettato". Diciamo che è una questione di riflessi.

F.: Come possono essere usati i tuoi
giochi 3D dai tuoi studenti, o dai gruppi di studio, al di là del semplice
gioco in modalità "solo" oppure come spazi di chat a 3 dimensioni? Tu
progetti giochi che possono essere giocati a squadre via Internet, giusto?
E.J.: Beh questa è una domanda interessante. Direi
che senza dubbio questi giochi digitali non sono per i principianti.
Infatti, consiglio di non prendere neppure in considerazione l'idea,
fin quando non si ha almeno un po' di confidenza con le basi di quanto
si può definire un impegno spirituale serio. I giochi sono un ottimo
metodo per insegnare il lavoro di squadra e la corresponsabilità. Preferirei
vedere che qualcuno dedica alcuni anni al "lavoro su di se'" più tradizionale,
prima di tentare di fare qualcosa di fantasioso con i giochi. Credo
che alla fine l'approccio vincente sia quello più semplice, e che non
ci sia sostituto tecnologico al vero lavoro. Però, a volte, anche il
vero lavoro si compie meglio attraverso quelli che possono apparire
come mezzi indiretti, come i videogiochi. Essi di per se' non hanno
alcun valore, a meno che non siano sostenuti da una realtà più profonda.
F.: Vuoi dire che senz'altro il mezzo
non è il fattore determinante, riguardo al lavoro su di se', sia a livello
di studente principiante che di avanzato? Non è la tecnologia usata
la cosa determinante, ma l'uso che se ne fa. E' corretto questo?
E.J.: Qualunque forma venga usata, è solo quella che
si dà il caso sia disponibile in una data epoca. Sarei molto più felice
se vivessi in una società neolitica e non mi occorresse Internet allo
scopo di stabilire uno spazio di lavoro. E' davvero solo una questione
di circostanze, per cui mi trovate a lavorare alla costruzione di siti
web, cyberspazi, videogiochi eccetera. Io ero già contento della radio…….
Forse più contento!
F.: Quale livello di studenti credi
che il tuo attuale lavoro raggiunga di più? Principianti, intermedi,
avanzati?
E.J.: Io lavoro su molti livelli alla volta. La tua
domanda equivale a chiedere ad un commerciante se tutti i clienti tornano
nel suo negozio. Non tutti ritornano ma, naturalmente……. io ho anche
dei clienti che ritornano.
F.: Bene io mi fermerei qui. Ti ringrazio
molto.
E.J.: Grazie a te. Arrivederci!
