(This Inteview is for the article in ReNudo magazine. Issue Death and Dying - Sept. 2000)

On this page: Artwork by E.J. Gold

Fabio Pellegrini intervista

E.J. Gold,

lo sciamano ad alta tecnologia

 

 

Ecco che sto aspettando E.J. Gold… a casa mia, in Toscana. Sto aspettando che appaia sullo schermo del mio computer il suo "avatar," come si chiamano i simbolini "smile" che denotano ogni partecipante alla chat nel cyberspazio creato dal programma di chat visuale The Palace, che uso da anni per lavorare e chiacchierare a distanza.

Ecco che appare! Si è collegato dalla California, ed iniziamo a parlare, visualizzando ciò che diciamo nei fumetti che escono dalle bocche dei nostri avatars.

Fabio: Buonasera, E.J.; grazie di essere venuto a farti intervistare.

E.J. Gold: Ciao, Fabio; sono pronto a rispondere alle tue domande.

F.: Vi presento E. J. Gold, lo Sciamano ad Alta Tecnologia, un pioniere della ricerca nel campo degli stati di coscienza, un insegnante di tecniche della trasformazione molto eclettico, capace di adattare al presente tecnologie che tutte le autentiche tradizioni hanno usato in passato. In che modo la tecnologia della rete e del cyberspazio influenzano il lavoro di insegnante sciamanico?

E.J.: Per quanto riguarda il mio uso personale dell'elettronica in generale, e dei giochi 3D e di Internet in particolare, queste cose hanno cambiato molto poco il mio lavoro. Come si dice nel mondo militare, quando è stato detto e fatto tutto, occorre ancora mandare la fanteria a rastrellare le cose. E qualunque lavoro che valga tanto oro quanto pesa è un lavoro fatto strettamente a mano; in breve, su misura. Questi strumenti informatici offrono solo nuovi modi di comunicare vecchie cose.

F.: Nella tua creazione, negli ultimi 30 anni, di libri, musica, teatro, arte e cyberspazi, in che modo il mezzo specifico ha definito le idee che hai potuto presentare? C'è un limite alla presentazione delle "idee di lavoro" dipendente dal mezzo usato?

E.J.: Non ci sono limiti in nessun mezzo. Tutto quello che fa il mezzo è di eccitare la mente, la quale prontamente allestisce il suo spettacolino psichedelico.

F.: E quale mezzo hai trovato più efficace per raggiungere la gente?

E.J.: Il mezzo che ho sempre trovato più efficace è la radio, poiché permette alla gente di usare l'immaginazione, che supera di gran lunga qualunque generatore speciale di effetti mai inventato.

F.: Capisco, è quello che "io" vedo nella mia immaginazione… non necessariamente l'effettivo contenuto di ciò che viene presentato.

E.J.: Esatto.

F.: Funziona sempre così, non è vero?

E.J.: Uno dei più grandi segreti che io abbia mai imparato sulla letteratura viene da Damon Knight, che disse: "Una storia è solo un modo per dare indicazioni al lettore sullo spazio che lo scrittore ha dentro la testa".

F.: Come una mappa per esplorare un luogo?

E.J.: Precisamente!

F.: Se è così, in che modo diviene possibile costruire un'ambientazione per praticare il viaggio nel bardo in un cyberspazio? Cosa si spera di realizzare nell'attraversare un mondo virtuale? Com'è che questo addestra il viaggiatore?

E.J.: Questo è come chiedere cosa si spera di realizzare nella pratica dello Zen. E' impossibile prevedere i risultati di questi viaggi; essi variano da una manifestazione all'altra.

F.: Ah, dunque non c'è un parametro fisso… non so se riesco a capire…….

E.J.: Cosa ti fa credere che io capisca invece? Tu mi chiedi di rispondere alle tue domande, non di comprendere le risposte!

F.: Oh!

E.J.: La tua domanda non è abbastanza specifica.

F.: Capisco, proviamo in questo modo… Come fa la gente ad addestrarsi ad una situazione di bardo, come quella in cui si troverà nel momento della morte e nel dopo-morte, mediante i tuoi giochi 3D? Ho in mente "Exploding Lips", che pare fino ad ora il più completo tra i giochi inventati dal team G.O.D.D. Quali elementi specifici contengono questi giochi, utili a questo? In che modo sono educativi?

E.J.: Non "Exploding Lips"; "Slimeworld" è il gioco più completo. E' una questione di violenza. Non so, per me Slimeworld è preferibile tra i due, ma le vendite di Exploding Lips superano quelle di Slimeworld di 300 a 1, perché in Exploding Lips c'è un nemico che puoi vedere, oltre a quello nello specchio. C'è anche in Slimeworld, ma non è così evidente. Ci sono 39 livelli in Slimeworld adesso, pronti per il pubblico, ma dal momento che c'è stato pochissimo interesse verso i miei giochi, non ne ho fatti più uscire da oltre un anno. C'è pieno interesse solo nei giochi di tipo violento, e in quelli di tipo sportivo, naturalmente. Forse un giorno la gente si interesserà ad un tipo di giochi più gentile. Ma nel frattempo, pare che la violenza domini. Non mi aspetto che le cose cambino molto presto. Il mio gioco preferito in questo settore è Slimeworld, ma la maggior parte della gente trova noioso andare in giro senza che nessuno gli spari addosso e senza dover a sua volta sparare a qualcuno. Io trovo "rinfrescante" e perfino "rinvigorente" se nessuno mi spara; ma al di là di ciò….. è tutta una questione di gusti.

F.: Mi chiedo, correndo in giro dentro un gioco, come avviene l'effettivo addestramento che poi si rivelerà utile per un viaggiatore nel bardo?

E.J.: Beh tanto per cominciare, nel bardo reale non si può sempre scegliere la propria guida; ed inoltre quelle guide possono non essere così amichevoli come ti piacerebbe che fossero. Inoltre, non c'è niente di meglio che giocare a qualcosa, per abituarsi a quella cosa. Sai, è come fanno i gatti quando giocano con qualcosa di cui hanno paura. Questo è ciò che i miei gatti mi insegnano; e per quel che ne so, i gatti non hanno alcuna ragione di mentire.

F.: Dunque l'addestramento è per creare una certa familiarità, più che delle abilità specifiche.

E.J.: Qui sono implicate anche delle capacità "di salto". Direi che è una questione di "non essere sorpresi da niente, per quanto altamente inaspettato". Diciamo che è una questione di riflessi.

F.: Come possono essere usati i tuoi giochi 3D dai tuoi studenti, o dai gruppi di studio, al di là del semplice gioco in modalità "solo" oppure come spazi di chat a 3 dimensioni? Tu progetti giochi che possono essere giocati a squadre via Internet, giusto?

E.J.: Beh questa è una domanda interessante. Direi che senza dubbio questi giochi digitali non sono per i principianti. Infatti, consiglio di non prendere neppure in considerazione l'idea, fin quando non si ha almeno un po' di confidenza con le basi di quanto si può definire un impegno spirituale serio. I giochi sono un ottimo metodo per insegnare il lavoro di squadra e la corresponsabilità. Preferirei vedere che qualcuno dedica alcuni anni al "lavoro su di se'" più tradizionale, prima di tentare di fare qualcosa di fantasioso con i giochi. Credo che alla fine l'approccio vincente sia quello più semplice, e che non ci sia sostituto tecnologico al vero lavoro. Però, a volte, anche il vero lavoro si compie meglio attraverso quelli che possono apparire come mezzi indiretti, come i videogiochi. Essi di per se' non hanno alcun valore, a meno che non siano sostenuti da una realtà più profonda.

F.: Vuoi dire che senz'altro il mezzo non è il fattore determinante, riguardo al lavoro su di se', sia a livello di studente principiante che di avanzato? Non è la tecnologia usata la cosa determinante, ma l'uso che se ne fa. E' corretto questo?

E.J.: Qualunque forma venga usata, è solo quella che si dà il caso sia disponibile in una data epoca. Sarei molto più felice se vivessi in una società neolitica e non mi occorresse Internet allo scopo di stabilire uno spazio di lavoro. E' davvero solo una questione di circostanze, per cui mi trovate a lavorare alla costruzione di siti web, cyberspazi, videogiochi eccetera. Io ero già contento della radio……. Forse più contento!

F.: Quale livello di studenti credi che il tuo attuale lavoro raggiunga di più? Principianti, intermedi, avanzati?

E.J.: Io lavoro su molti livelli alla volta. La tua domanda equivale a chiedere ad un commerciante se tutti i clienti tornano nel suo negozio. Non tutti ritornano ma, naturalmente……. io ho anche dei clienti che ritornano.

F.: Bene io mi fermerei qui. Ti ringrazio molto.

E.J.: Grazie a te. Arrivederci!

 

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