Dove vivo io, a Berkeley - nel centro del ciclone
culturale che si è variamente manifestato come la rivoluzione psichedelica,
i movimenti per i diritti civili, il Movimento per il Potenziale
Umano, e in generale, della New Age che si è diffusa nella maggior
parte del nostro problematico mondo - c'è la libreria Shamballa.
Vi si trovano, oltre alle sezioni sul Buddhismo, Taoismo, Induismo,
Sufismo, Cristianesimo Esoterico, Quarta Via, eccetera, anche una
sezione chiamata 'Insegnanti Individuali'. Lì, insieme a libri di
Krishnamurti, Rajneesh ed altri, si sono visti nell'ultimo decennio
anche un certo numero di libri di E.J. Gold.
Non sono sicuro di poter definire che tipo di insegnante
sia E.J. Gold senza dire alcune cose interessanti nel contesto.
Così ho dato il benvenuto a quest'opportunità di scrivere questa
prefazione(commissionatami per 'Il libro americano dei morti',
ma non necessaria per l'edizione di Harper San Francisco 1995) specialmente
per l'alto rispetto ed ammirazione che ho avuto occasione di sviluppare
nei confronti di Mr. Gold attraverso molti anni di conoscenza delle
sue numerose attività.
Esito a scrivere "la sua attività" o
ad usare il plurale come ho deciso alla fine, perchè lo vedo soprattutto
e sempre come un insegnante, per quanto ultimamente i suoi dipinti
hanno attratto l'attenzione pubblica e la sua arte sia largamente
collezionata. Altre volte è stato uno scrittore, un musicista, un
maestro di marionette, un fachiro che digiuna in pubblico e un commerciante
d'arte.
Ed è un giullare. In un editoriale del Saturday
Evening Wings egli si auto-appella giustamente 'il tafano del
Movimento per il Potenziale Umano'.
E.J., come viene chiamato Mr. Gold da coloro che
gli sono più intimi, è stato a disposizione solo per il limitato
numero di studenti di una comunità spirituale 'che non si mette
in rilievo', la quale appare di più come una serie di imprese d'affari
che un monastero. Di certo, non è aperta a cercatori che cercano
se stessi, ma solo a persone pronte a servire.
Proprio come gli apprendisti di Rembrandt o di
Verrocchio imparavano aiutando il maestro, ci sono persone che,
aiutando E.J. nel suo lavoro, trovano una vita che ha significato
ed allo stesso tempo lo stimolo della sua influenza per trovare
il 'loro' lavoro.
Quando incontrai Mr. Gold, veniva chiamato 'la
Bestia' e pareva una reincarnazione dello spirito di Gurdjieff.
Nel corso degli anni seguenti egli non solo insegnava lo sviluppo
della consapevolezza mediante il lavoro ordinario e la sofferenza;
era anche acuto e 'tosto' nel mettere a confronto gli ego della
gente.
Al momento che divenne 'E.J.' egli aveva già iniziato
a scrivere quello che alla fine fu pubblicato come 'The Gabriel
Papers' (I manoscritti di Gabriele). Dal momento che avevo letto
'I racconti di Belzebù al suo nipotino' nella mia tarda adolescenza,
sentivo l'impronta della mente di Gurdjieff sulla mia, in modo così
forte come se fosse stato mio nonno. Eppure, prima di leggere la
parodia di Gold, mai ero stato così consapevole della strategia
di Gurdjieff di tenere la carota davanti agli occhi del lettore,
pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, promettendo continuamente
di rivelare qualche segreto esoterico, allo stesso tempo agendo
sulla mente del lettore stesso in un modo completamente differente
da ciò che egli si aspetta, e mediante del materiale in apparenza
irrilevante.
Qui è rilevante parlare dei libri 'Bardo' di E.J.
Gold, in quanto si può dire che 'Il libro americano dei morti'
ed 'Il libro dei sacramenti' stanno al 'Libro tibetano
dei morti' come i 'Gabriel Papers' stanno alla narrativa
esoterica di Gurdjieff; una parodia, una caricatura ed un libro
pieno di umorismo, eppure anche un libro pieno di saggezza, ed un
libro mediante cui alcuni insegnamenti dell'originale divengono
più espliciti o accessibili a molti.
Sono stato personalmente esposto ad un trickster-guru
(un maestro buffone) nella persona di Oscar Ichazo, anch'egli un
insegnante di 'Quarta Via', che in modo simile applicava la carota,
insieme alla frusta, nel suo approccio, ma non mi sono mai imbattuto
in un trickster come Mr. Gold. Eppure l'unicità di Mr. Gold sta
nel suo essere un trickster ed allo stesso tempo una persona molto
semplice e al quale, diversamente da un mago da palcoscenico, non
dispiace di svelare i suoi trucchi. Per dare un esempio, 'Secret
Talks with Mr. G.' è stato ritenuto contenere discorsi di Gurdjieff,
ma chi sa che Mr. G. sta per Mr. Gold apprezza questa imitazione;
la sua abilità artistica deride gli imitatori ortodossi di Gurdjieff,
ed allo stesso tempo riesce a dire cose importanti sul cammino.
In entrambi i casi vedo un'espressione del modo
unico di E.J. Gold di presentare verità profonde con un garbo insolito.
Il Dr. Charles Muse, matematico e una volta editore del 'Giornale
per gli stati alterati di coscienza' fece notare una volta che il
libro comico di Gold, 'Storia della Creazione parola per parola',
non era estetico, ed allora divenni consapevole per la prima volta
del fatto che il suo modo di presentare del materiale esoterico
è tipicamente non estetico, ma che egli pare esagerare volutamente
la volgarità, come per lasciare indietro i lettori troppo accademici,
di buone maniere o eccessivamente estetici. Come se volesse creare
una barriera mediante questa forma volgare; una barriera negoziabile
solo per coloro che possono ricevere un messaggio spirituale senza
il bisogno di un linguaggio 'spirituale'.
'Il libro americano dei morti' ed 'Il
libro dei sacramenti' possono essere chiamati l'ABC dei Bardo
in stile 'striscia a fumetti'. I libri sul Bardo comprendono edizioni
e variazioni sul tema dello stato intermedio e la preparazione per
esso.
'Il libro americano dei morti' dà consigli su come
restare imperturbabile in mezzo alla vita e, inoltre, a lavorare
verso una coscienza superiore sotto lo stimolo di condizioni avverse.
Inoltre, come Leary, insieme ad Alpert (ora Ram Dass) e Metzner
proponevano la lettura dal 'Libro tibetano dei morti' come
veicolo di navigazione dello spazio psichedelico, so che qualcuno
ha utilizzato come simile risorsa 'Il libro americano dei morti'.
Qualunque beneficio il 'Libro americano dei
morti' possa portare in termini di consapevolezza nella vita
quotidiana, come preparazione per il dopo-vita, o come stimolo per
un'esperienza visionaria, penso che innegabilmente ci fornisca un
viaggio contemplativo strutturato in cui esso diviene per noi un
tappeto magico nella misura in cui noi ci concediamo agli stimoli
che contiene.
'Il libro dei sacramenti', in contrasto
al tono del 'Libro americano dei morti' che è spesso umoristico,
è solenne. Il suo stile, come quello del 'Corso in miracoli',
è biblico e sicuramente affascinerà il suo pubblico specifico. In
tale prospettiva, meriterebbe di essere chiamato 'Americano' più
del 'Libro americano dei morti'. Oppure, se quest'ultimo
è un libro dei morti californiano, 'Il libro dei sacramenti'
rappresenta la sua controparte del New England (la parte occidentale
degli Stati Uniti).
Spero che i lettori di questo 'Libro dei sacramenti'
afferrino il punto; che cioè tutta l'esperienza è come il riflesso
sullo specchio vuoto della nostra mente più profonda; e che essi
si sentano interessati nel mettere alla prova la visione della vita-come-sogno
e della consapevolezza come suprema realtà.
Mi resta solo da augurare ai lettori di questi
libri, in particolare 'Il libro dei sacramenti', un'esperienza estasiante.