Il testo che segue, tratto da "Tanks for the memories", è parte di un seminario introduttivo all'uso della vasca Samadhi da parte di E.J. Gold, lo sciamano ad alta tecnologia.    

Artwork by R. Trice

Nel contratto base quando si entra nell’universo, dovrebbe esserci una Clausola di sanità


Arrivi al banco e.....

Buongiorno, lei vuole entrare nell’universo?
Sì.
Bene, per quale scopo?
Oh, pensavo solo di stare un po’ lì, farmi un giro...
No, mi dispiace, occorre avere uno scopo.
Beh, vediamo..... no, non mi pare di riuscire a trovare degli scopi.
Va bene, allora gliene assegneremo uno noi.
Oh, va benissimo; tanto non ho niente da fare per i prossimi miliardi di anni.
Bene, firmi qui. La prego di notare anche la clausola di sanità acclusa.
Una clausola di sanità? Vuol dire che se non riesco a mantenere la mia sanità devo andarmene dall’universo?
No, no! Se per qualche ragione le capita di riguadagnare la sua sanità, allora deve lasciare l’universo.
Ah bene. C’è qualcosa che mi può aiutare a  prevenire che questo accidentalmente accada?
Oh certo! C’è una miriade di tecniche meravigliose che si possono usare.

Come prevenire di riguadagnare la sanità

Qualcuno esce dalla vasca Samadhi, dopo una visita al Mondo degli Dei, fa pochi passi, barcollando; mi guarda e dice:
Cosa sta succedendo? Mio Dio, devo uscire di qui. Come mai farò ad uscire di qui? Mio Dio, dove sono tutti? Mi manca il respiro, sto per svenire...  Sai, ho guardato giù, e avevo tutte quelle stelle dentro! Com’è possibile? Com’è possibile che le stelle passino attraverso il mio corpo? Oh mio Dio, devo uscire di qui.

Io gli dico:
Probabilmente pensi che è tutto un sogno, quello che sta succedendo ora.
Forse stai pensando che stai sognando tutto questo, ora. Ma voglio ricordarti che non hai sognato. E per provartelo, ti darò una frase.
La frase è ................... (Non la dico, perché poi se la dico, non la posso più usare con voi).
Questa sarà la prova. Te la dirò se tu tornerai ad uscire da questa cosa, dalla vasca, e credi che sia tutto un sogno. Più tardi, ad un certo punto, parlandone, quando siamo forse nel Mondo Umano, o dovunque ti succede di ricostituirti, io ti dirò la frase, e da quella saprai che dopo tutto non è stato un sogno.

Poi incontro questo qualcuno, che ha rinunciato a fare altri esperimenti con la vasca. Lo incontro un anno dopo e gli dico:
Allora, era un sogno o no?
Ah, dice lui, ricordo quella conversazione quando dicesti che non sarebbe stato un sogno. Non dicesti che c’era una frase che avrei potuto ricordare?
Sì, ecco la frase:....... (e gli dico la frase).
Oh Dio mio, è successo!

La coscienza umana è così sorprendente!
Forse se vi trovaste nel Mondo degli Dei Gelosi ed aveste la visione angelica, o la visione angelo/demone.... come vogliamo chiamarla? Non c’è una parola per questo, particolarmente nel linguaggio umano... ‘diavolo’ è il termine umano più vicino....

Djinn? Djinn è buono.... il Mondo dei Djinn va bene! Perché non lo chiamiamo così? Sarebbe molto meglio chiamarlo così, invece che il Mondo degli Dei Gelosi. Il Mondo dei Djinn va molto meglio.
Ad ogni modo, se aveste la coscienza di un Djinn, sareste molto sorpresi se scopriste che è stato un sogno, che non è accaduto realmente! Proprio l’opposto della coscienza umana, per certi versi.
La coscienza umana resta molto sorpresa, se vede accadere qualcosa di natura reale. Si suppone che ad ogni modo tutto sia finto.
La cosa più vicina all’esperienza umana è il cinema. La cosa più reale che un umano potrebbe fare è di guardare un film.
Voglio dire che un film è la cosa più simile a ciò che veramente è; dunque gli umani non hanno poi tutta quella gran quantità di realtà davanti alla loro coscienza; e neppure i Djinn necessariamente la hanno.

Abitudini

Non c’è molto tempo, in questa pagina web, di occuparci troppo delle vostre abitudini, e come vi ponete rispetto ad esse, e cosa fate, e perché fate ciò che fate, eccetera. Non si superano le abitudini.

Vorrei fare solo un breve schizzo di alcune cose basilari.

Ho già fatto presente che voi siete le vostre abitudini.
Ma voglio anche mettere in evidenza che le abitudini che si sono accumulate più o meno casualmente durante un periodo di molti miliardi e miliardi di anni, e le quali adesso creano il vostro Essere, non possono essere eliminate; ma le abitudini possono essere sostituite da altre che creano in voi l’Essenza consapevole.
In altri termini, esse creano per voi la vita consapevole.


Comunque, dovete rendervi conto, se intraprendete una cosa così, che questo compito è questione di almeno una ventina di anni, in quanto un’abitudine non è un qualcosa che si fa una volta sola. Forse qualcuno pensa che si possono creare delle abitudini consapevoli, facendole per pochi mesi o poche settimane, o perfino facendole una sola volta. Anche pochi anni non sono sufficienti a creare un’abitudine consapevole; ed abitudine non significa necessariamente una cosa negativa.
Non pensiamo alle abitudini come a qualcosa di negativo.
Un’abitudine è solo qualcosa che si ha la tendenza a fare, e se tu hai la tendenza ad essere inconscio, pauroso, aggressivo, attaccato alle cose mondane, invidioso, geloso, irato, frustrato, impaziente, inconsapevole di ciò che ti circonda, e anche di te stesso, allora hai l’abitudine di essere un essere meccanico inconsapevole.
Queste sono abitudini accumulate mediante un’azione casuale. Tu le hai raccolte più o meno alla maniera in cui i topi che vivono nelle scatole da imballaggio raccolgono le cose. Tu le hai raccolte, in modo non deliberato. In conseguenza di ciò, tu vedi quello che hai raccolto. Se guardi te stesso in questo momento, tu sei una conseguenza di una arbitraria accumulazione casuale di abitudini.

Da "Tanks for the memories" di J. Lilly / E.J. Gold
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