Effetti dei Videogiochi sui Morti, parte 2°

 

 

/Lunedì 15 giugno 1998/

 

Mettiamo da parte per un attimo i tradizionali videogiochi e concentriamoci su altri due luoghi di interazione online che possono essere entrambi considerati forme di gioco.

Le due situazioni si svolgono in uno spazio di chat grafica bidimensionale.

Il primo fatto. Eravamo "semplicemente seduti in cerchio" presi da una discussione su un tema. Il tema era collegato alla questione di essere ed essenza.

Diversamente dal 98% di tutte le discussioni online, non stavamo affrontando tematiche di sesso. L'ultima volta (e non voglio dire la più recente ma proprio l'"ultima" volta) che ho messo piede in un forum pubblico era in un gruppo di discussione di fisici. Cercavo una discussione accesa su nuove visioni rispetto all'etere. Con grande sorpresa questi "fisici" usavano il gruppo di discussione semplicemente come un altro bar dove rimorchiare.

Da allora mi sono interessato di produrre, distribuire e dare assistenza a gruppi di discussione privata. E credetemi è stata una grande soddisfazione avere lo spazio della chat su un tema tipo "mente zen" e non vedere la domanda "sei un ragazzo o una ragazza?" apparire [gioco di parole -- Claude usa la parola flash, apparire, che ha lo stesso suono di flesh, che vuol dire anche "in carne ed ossa"; si noti anche l'assonanza con la parola flush, scarico della toilet. Questo è un "pun intended", gioco di parole -- n.d.T.] sullo schermo.

Durante una di queste discussioni, e nello specifico in una in cui si parlava di "essere ed essenza", ci colpì tutti, nello stesso istante in cui ci fu chiaro, che c'era un essere proprio dall'altro lato dell'avatar grafico fatto di pixel sullo schermo piatto. Quando ponevo l'attenzione sullo "sprite" [in grafica informatica lo sprite è una figura bidimensionale che può essere spostata rispetto allo sfondo -- n.d.T.] che rappresentava "TM" io potevo sentire [to feel -- n.d.T] "TM".

Quando ponevo l'attenzione sullo "sprite" che rappresentava "SF2" io potevo sentire "SF2". Dico che se uno si ferma a considerare questi esserini di carne ed ossa - che crediamo noi stessi - come né più né meno che un grafico a pixel, allora nulla sorprende. Normalmente si ritiene che un'esperienza di contatto essere-con-essere avvenga quando due ammassi di carne stanno vicini. I grumi di carne non sono l'essere.

I grumi di carne sono sprites, avatars, "waldos" [agenti meccanici con braccia a forma di pinze, controllate da esseri umani. Sono stati sviluppati per l'industria nucleare negli anni'40 e chiamati così dallo scrittore Robert A. Heinlein -- n.d.T] che noi usiamo per giocare il grande videogioco chiamato Urth, o Terra come (a parte i Sumeri) di solito si scrive, sbagliando.

E' il processo di identificazione che ci inganna, facendoci credere di essere dei grumi. Questo serve. Senza alcuna identificazione, non sarebbe possibile usare l'effetto waldo per il Lavoro. Comunque, una grande quantità di una cosa buona non è una buona cosa [il troppo storpia -- n.d.T.].

Quando l'essere è profondamente indentificato da considerare la macchina come un tutt'uno (attualmente credete di essere un corpo), in quel momento allora è troppo, troppo maldestro.

Ma torniamo alla discussione online e all'improvvisa intuizione di gruppo. Sì, questo è quello che fu. Non molto diverso dallo stare qui a scrivere queste note sulla mia tastiera. Allo stesso tempo, fu molto di più.

Avemmo conferma sperimentalmente in un contesto di situazione di vita reale che la teoria dell'essere non era un teoria, che la teoria degli avatars non era un teoria, che la teoria del contatto diretto fra essere-con-essere attraverso veicoli diversi dalla prossimità fisica non era una teoria.

Tutto ciò fu pratico, furono dati d'esperienza per sé e per gli altri in quel momento. E' scontato che la percezione non è forte per tutto lo scorrere del tempo: fluisce e rifluisce.

Come un primo amore, una prima realizzazione di qualcosa, è un tantino più speciale. Forse a causa del duro contrasto fra il prima e il dopo. In ogni caso la potenza di questa cosa è sempre presente.

Ora ogni volta che entro in uno spazio di chat sia esso online o fisico, in carne ed ossa, il potenziale per un contatto vero fra essere-ed-essere è lì e so che c'è. Ad onor del vero sono più consapevole del potenziale durante una chat on line.

Probabilmente c'è qualcosa del rituale del collegarsi ed entrare con una volontà e un'intenzione che è andato perso nelle normali interazioni. Probabilmente c'è qualcosa da spostare dall'una all'altra situazione. Qualcosa che non è un forse, qualcosa che è una certezza per un piccolo gruppo di partecipanti online è il fatto di essere in contatto fra essere-ed-essere attraverso un'interfaccia grafica.

Se sei interessato nell'iniziare un ambiente di chat privato, o a partecipare in ambienti di chat già avviati, fammelo sapere. Ti mettero in contatto con qualcuno che può darti una mano.

Generale Xxaxx

 

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